La situazione è delicata, perché nasce dalle “sventure altrui”. Al momento i dati indicano che il Portogallo sta ricavando un grande vantaggio dalla crisi del turismo innescata dalla guerra in Iran. Alcuni gruppi alberghieri contattati da Expresso confermano aumenti delle prenotazioni fino al 30 per cento rispetto al 2025. Un segnale chiaro è arrivato a Pasqua, un periodo che per tradizione segna l’avvio dell’alta stagione turistica e serve da barometro per il resto dell’anno. “Abbiamo avuto risultati ottimi rispetto al 2025, soprattutto nell’Algarve e nell’Alentejo, dove gli alberghi hanno sfiorato il tutto esaurito”, sottolinea Margarida Almeida, amministratrice della Amazing Evolution, un’azienda che gestisce 38 alberghi in tutto il paese, comprese Madeira e le Azzorre. “A marzo le prenotazioni per il resto dell’anno, paragonate allo stesso periodo del 2025, sono cresciute di circa il 25 per cento”, precisa Almeida. “I numeri sono buoni, ma staremo a vedere se si tradurranno in presenze concrete, perché ci possono sempre essere delle cancellazioni. Dipende da come evolverà la guerra in Medio Oriente. In questo momento non ci sono segnali di flessione, ma siamo ancora nell’occhio del ciclone”.

Anche la Highgate Portugal, che gestisce quindici alberghi (di cui nove nell’Algarve) riferisce aumenti a due cifre. “A marzo le richieste sono state il 32 per cento in più. In questo periodo abbiamo una ‘finestra’ di prenotazioni molto importante, anche in vista dell’estate”, spiega Bruno Silvério, dirigente del gruppo. “Circa il 20 per cento delle prenotazioni si è trasformato in soggiorni effettivi, ma nell’Algarve la media è stata più alta, intorno al 30 per cento. È un dato considerevole, perché di solito le conferme sono intorno al 3-6 per cento. È chiaro che la situazione in Medio Oriente ci ha favoriti. Quando vanno in vacanza, le persone vogliono sentirsi al sicuro”. Nonostante il rincaro dei combustibili, le richieste sono rimaste alte. “Nel fine settimana di Pasqua abbiamo accolto tanti portoghesi”, afferma Almeida, precisando che il fenomeno si spiega con il fatto che nel paese “molta gente ha vissuto tre mesi costantemente sotto la pioggia”.

Grecia e Spagna

La crescita del turismo ha coinvolto anche altri paesi europei, in particolare la Spagna e la Grecia. Secondo i giornali spagnoli, durante la settimana santa sono aumentati gli arrivi dall’estero e in media gli alberghi si sono riempiti oltre l’80 per cento. Il fatto è stato attribuito al cambio di programma dei viaggiatori che avevano intenzione di visitare mete turistiche del Medio Oriente, come Dubai, l’Egitto o la Turchia, ma alla fine hanno scelto destinazioni più comode per le vacanze in famiglia.

Con la possibilità di una tregua stabile in Iran, il settore spera che si fermi l’aumento vertiginoso del prezzo del carburante. “Il rincaro dell’energia è uno dei principali fattori di pressione, con un impatto diretto sul potere d’acquisto e sulle decisioni legate ai viaggi. Ciò vale soprattutto per il mercato interno, più dipendente dal carovita. Nel mercato internazionale, invece, l’effetto tende a essere più indiretto, riflettendosi sul costo dei biglietti aerei”, si legge in uno studio pubblicato di recente dall’Instituto de planeamento e desenvolvimento do turismo (Ipdt, istituto per la pianificazione e lo sviluppo del turismo). Il documento sottolinea che “il peggioramento delle tensioni in Medio Oriente” sta già provocando “uno spostamento delle richieste verso destinazioni percepite come più sicure”, e che “in questo scenario il Portogallo risulta ben posizionato”.

Secondo le stime del World travel & tourism council (Wttc) ogni giorno di guerra in Iran comporta la perdita di seicento milioni di dollari per il turismo in Medio Oriente. Questo denaro, prevedibilmente, sarà incanalato verso altre destinazioni turistiche considerate più sicure. Si tratta di previsioni a breve termine diffuse l’11 marzo, quando il conflitto aveva appena paralizzato il traffico aereo nella regione. “Registreremo buoni guadagni, in una certa misura a causa delle sventure altrui e dell’insicurezza in un’area del mondo”, spiega Jorge Costa, presidente dell’Ipdt, prevedendo un aumento del numero di turisti europei soprattutto dalla Germania e dal Regno Unito.

Ricordando che i turisti tedeschi viaggiano diverse volte all’anno, anche verso destinazioni lontane, Costa sottolinea che secondo i dati diffusi dai grandi operatori tedeschi “c’è la volontà di viaggiare verso mete occidentali più tranquille. Molte delle alternative passano dal Portogallo”. Il presidente dell’Ipdt aggiunge che nel 2024 tre milioni di turisti tedeschi hanno visitato il Medio Oriente (senza contare la Turchia). In uno scenario in cui il Portogallo dovesse riuscire a intercettare il 15 per cento di queste persone “dirottate”, per il paese si tratterebbe di un aumento di 300mila ingressi in un anno, pari a 2,4 milioni di pernottamenti e 500 milioni di euro di entrate per il settore alberghiero.

Il dato non è uniforme in tutto il paese: a Lisbona gli alberghi hanno registrato un calo a Pasqua, soprattutto tra i turisti statunitensi, mentre nell’Algarve e nell’Alentejo gli alberghi erano praticamente pieni. La Pasqua ha portato ottimi risultati anche nel nord, alle Azzorre e a Madeira.

Secondo l’Associação da hotelaria de Portugal (Ahp), nonostante la situazione d’incertezza “la volontà di viaggiare” non sparirà nel 2026, anche se ci saranno “adeguamenti”. Le previsioni “caute” dell’associazione indicano che quest’anno il settore potrebbe registrare un aumento degli ospiti (2,5 per cento), dei pernottamenti (1,7 per cento) e delle entrate (3 per cento).

È possibile che il Portogallo perda gli effetti dell’aumento delle prenotazioni se in Medio Oriente dovesse arrivare la pace e il traffico aereo fosse pienamente regolarizzato? “Credo che difficilmente la maggioranza delle persone decise a visitare il Portogallo e altri paesi europei cambierebbe idea. Anche se non dovessimo registrare quel 30 per cento in più rispetto alla norma e ci fermassimo al 15 per cento, sarebbe comunque un risultato considerevole”, sottolinea Silvério.

“Sono convinto che quest’anno sarà molto positivo per il settore alberghiero e che il nostro gruppo registrerà una crescita superiore al 10 per cento. Certo, preferirei che il motivo di questa crescita fosse diverso”, conclude. ◆ as

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Questo articolo è uscito sul numero 1662 di Internazionale, a pagina 100. Compra questo numero | Abbonati