Per un pelo il partito di estrema destra Alternative für Deutschland (Afd) non è riuscito a conquistare la maggioranza assoluta alle elezioni regionali in Sassonia-Anhalt. Ma nessuno dovrebbe consolarsi di questa notizia. Il partito ha comunque vinto con un margine schiacciante. Decenni di conquiste elettorali dell’estrema destra ci hanno abituato a considerarle una cosa normale. Tuttavia il 44 per cento dei voti per una formazione come l’Afd non è normale. Sono giorni bui per la democrazia europea, anche se parliamo di un piccolo land della Germania orientale.

La Sassonia-Anhalt e la Germania orientale in generale possono essere un caso limite, ma riflettono tendenze simili nel resto d’Europa. I partiti di estrema destra diventano sempre più forti, mentre quelli tradizionali arretrano. Di conseguenza è più difficile formare le coalizioni, soprattutto se vogliamo evitare che l’estrema destra prenda il potere. In molti paesi, province e città, la maggior parte dei partiti democratici è costretta a governare insieme per evitarlo. Ma le coalizioni spesso sono instabili, e a loro volta alimentano l’insoddisfazione politica.

Anche se la vittoria dell’Afd in Sassonia-Anhalt è un caso limite, riflette tendenze simili nel resto del continente. L’estrema destra si rafforza, mentre i partiti tradizionali arretrano

In Germania i risultati del 6 settembre non faranno che intensificare il dibattito sul cosiddetto Brandmauer (il cordone sanitario tenuto in piedi dai partiti principali che si rifiutano di cooperare con l’Afd). In tutta Europa, dall’Italia alla Svezia, l’estrema destra è stata normalizzata. La maggior parte delle formazioni di destra che collabora con quelle di estrema destra dichiara che queste ultime sono ormai diventate “conservatrici”, un’affermazione inesatta, ma sempre più accettata.

La normalizzazione è impossibile in Germania. L’Afd è tra le forze più estremiste d’Europa, e le sue diramazioni più vincenti, compresa quella nella Sassonia-Anhalt, sono tra le più estremiste dell’Afd. Ciò non impedirà ad alcuni politici di destra di affermare che l’Afd è un problema minore rispetto alla sinistra, e c’è il timore che alcuni parlamentari della Cdu in Sassonia-Anhalt possano unirsi all’Afd. All’altro estremo dello spettro politico aumentano gli appelli per la messa al bando dell’Afd, ma anche se questo fosse legalmente possibile potrebbe creare una resistenza popolare che andrebbe ben oltre la Sassonia-Anhalt. Entrambi gli approcci si fondano su un’interpretazione troppo limitata del problema. L’idea alla base del Brandmauer è che l’unico problema si trovi fuori dal sistema. In realtà il sistema fa già acqua da tutte le parti. È vero, l’Afd è una minaccia alla democrazia liberale, ma allo stesso modo lo è il fatto che una parte della popolazione non si senta più rappresentata dai politici. Certo, in tanti ancora vanno a votare per la democrazia, ma sempre più spesso votano contro invece che a favore di un partito.

La cosa peggiore è che molti politici moderati tentano di rimanere al potere dicendo di essere il male minore rispetto all’estrema destra. Ma alla lunga è un argomento insostenibile. Se queste forze non formuleranno programmi di governo convincenti e stimolanti, l’elettorato democratico e liberale non andrà a votare e l’estrema destra otterrà la maggioranza. La costruzione di questi programmi richiederà realismo sia da parte dei politici sia da parte dei mezzi d’informazione e degli elettori. In sistemi partitici frammentati dove sono presenti formazioni di estrema destra nessun partito sarà in grado di raggiungere la maggior parte degli obiettivi a cui tiene di più. Tuttavia, la principale preoccupazione non dovrebbe essere nemmeno questa. Quando l’estrema destra arriva quasi a poter governare da sola, l’obiettivo principale dovrebbe essere rafforzare la democrazia, in termini d’istituzioni e valori. Questo non significa semplicemente, per esempio, rafforzare le istituzioni – come la magistratura –, regolamentare i social media e promuovere l’inclusione. Significa anche ascoltare i timori di chi non vota per l’estrema destra. In altre parole, i politici dei partiti tradizionali dovrebbero andare oltre le questioni della criminalità e dell’immigrazione e concentrarsi sull’offerta abitativa e la spesa pubblica, limitare le disuguaglianze e combattere la crisi climatica.

Chiaramente in molti paesi europei la situazione è ancora lontana da quella della Sassonia-Anhalt. Ma non dobbiamo dimenticare che nel 2021 in quello stato tedesco l’Afd aveva “solo” il 20 per cento . In altre parole potremmo non avere molto tempo a disposizione. E, come si vede in Ungheria e negli Stati Uniti, la battaglia democratica diventa sempre più dura e iniqua con l’estrema destra al potere.

I politici democratici devono capire che la battaglia cruciale oggi è quella per la democrazia, invece che per il potere. Né la messa al bando né la normalizzazione dell’estrema destra possono raggiungere questo obiettivo. Serve uno sforzo collettivo da parte dei politici democratici, dei cittadini e dei giornalisti. Il tempo di questa battaglia è ora. ◆ fdl

Questo articolo è uscito sul Guardian.

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Questo articolo è uscito sul numero 1682 di Internazionale, a pagina 36. Compra questo numero | Abbonati