Il Nobel per la letteratura del 2026 è andato alla poeta canadese Anne Carson. La motivazione parla della “sua opera audace e innovativa che, in un dialogo giocoso con la tradizione classica, ha creato nuove forme per la letteratura contemporanea”. Carson è notoriamente restia a parlare della sua vita privata, tanto che le sue stringate biografie si limitano a dire che “per lavoro insegna greco antico”. La sua tesi di dottorato, Eros il dolceamaro (Utopia) è tra i pochissimi studi classici ad aver raggiunto il successo letterario. Eppure Carson non si può definire una classicista tradizionale. Le sue poesie, le sue traduzioni e i suoi ibridi si collocano in uno spazio speciale. Uno dei punti cardinali della sua originalità è il saper trovare connessioni improbabili e inaspettate, come nella sua opera teatrale Norma Jeane Baker of Troy (2019) in cui collega Elena di Troia a Marilyn Monroe. E nel bellissimo libro Economia dell’imperduto (Utopia) mette in relazione Paul Celan e il poeta greco Simonide. Tutto questo rimanendo prima di tutto una grande poeta.
The Globe and Mail

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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati