Gli editori sono proprio dei monelli. Anche se sembrano disprezzare sempre più il giornalismo, sono felici di raccogliere gli scritti occasionali dei loro autori più fortunati, ribattezzarli saggi e infilarli tra due copertine rigide. Nel caso dell’irlandese Colm Tóibín, però, possiamo perdonare in parte la Viking, anche se gli abbonati alla London Review of Books potrebbero irritarsi scoprendo che gran parte di Un ospite alla festa _è già apparsa su quelle pagine. Il libro si apre con un racconto della malattia dello scrittore, un tumore ai testicoli. Tóibín comincia con un tono asciutto, quasi impassibile: “Tutto è cominciato dalle mie palle”. Poi, però, la narrazione cambia registro. Il dolore e la paura della morte lasciano spazio a una condizione mentale molto più difficile da descrivere, in cui perfino il pensiero sembra spegnersi. Tóibín riesce a rendere vivido anche questo stato di torpore. Al racconto della malattia fa da contrappunto il testo conclusivo, dedicato a una Venezia deserta durante la pandemia. Tra chiese e musei finalmente liberi dai turisti, Tóibín pensa alla _Morte a Venezia di Thomas Mann e alla Pietà di Tiziano. Ma lui è profondamente vivo, guarito nel senso più pieno del termine. Sente il rumore di un vaporetto sul Canal Grande e lo immagina come un “fantasma diligente e servizievole” che trasporta veneziani mascherati. Essere vivi, per lui, significa notare queste cose e trovare le parole giuste per raccontarle. Altrove Tóibín ripercorre l’agonia della vecchia Irlanda. C’è un ritratto della madre, appassionata lettrice, che fa da splendido complemento al suo romanzo _Nora Webster _(Bompiani 2016). Ci sono i preti della sua scuola, alcuni dei quali condannati per abusi su minorenni, e il ricordo dello scrittore John McGahern, l’opposto di tanti uomini irlandesi della sua generazione, prudenti e tremendamente noiosi. La scrittura è sempre minuziosa, perfino nell’orrore suscitato dagli insabbiamenti dei vescovi. L’Irlanda che censurava i sentimenti è il suo territorio. Se la rapidità con cui è stato scardinato il potere della chiesa continua a stupire, bisogna chiedersi quanto pesi ancora su chi ricorda la sua autorità. Alla fine, questo è un libro di ombre: tumori, nebbie veneziane e cardinali in abiti costosi che forse nascondono qualcosa di sinistro.
Rachel Cooke, **
**The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati