Si annuncia una serata memorabile al Zia Orsa, l’unico ristorante di alta cucina di una cittadina universitaria del midwest. Tra le prenotazioni c’è anche quella per una cena in onore di uno scrittore di enorme successo, John Grisham. Ma poche ore prima dell’apertura arriva una brutta sorpresa: ventidue bistecche sono scomparse dalla cella frigorifera. E il furto è chiaramente opera di qualcuno del personale. La prenotazione, il sesto romanzo di Rebecca Kauffman, è costruito come una serie di storie che s’intrecciano. Tutto si svolge nell’arco di un giorno e una notte, e ogni capitolo si concentra su uno dei dipendenti del ristorante, dal lavapiatti allo chef. Alcuni sembrano racconti autonomi, come quello di Edgar, che vive in macchina e fa due lavori per mandare soldi alla famiglia in Guatemala. Man mano che i legami tra i personaggi si complicano, tra gelosie professionali, rancori e storie d’amore, il ritmo accelera. Il romanzo alterna momenti di comicità quasi farsesca ad altri che sembrano piccole tragedie. Kauffman mostra quanto spesso i dipendenti del ristorante si giudichino a vicenda sulla base di pregiudizi che si rivelano infondati, invitandoci a riconsiderare le idee che abbiamo su chi lavora nei servizi.
Norah Piehl, BookBrowse
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Questo articolo è uscito sul numero 1687 di Internazionale, a pagina 80. Compra questo numero | Abbonati