Per suo diletto, David Byrne, musicista pluripremiato e fondatore dei Talking Heads, legge articoli accademici di nicchia e li usa per deliziarci e illuminarci. Nel suo nuovo libro Sleeping beauties Byrne ci guida in un’affascinante ricerca per comprendere come arriviamo a ricordare idee, invenzioni e tecnologie dimenticate. Fa risalire l’espressione “belle addormentate” a uno studio del 2004 su articoli scientifici accantonati prima di essere riscoperti. L’idea colpì Byrne, che pensò immediatamente a opere d’arte e artisti che avevano seguito traiettorie simili. I dipinti di Vermeer, per esempio, scomparvero dalla memoria per due secoli, prima che un giornalista e critico d’arte francese, vedendo per caso una sua opera in un museo, si mise alla ricerca di altri suoi lavori per pubblicarne il catalogo. Sleeping beauties dovrebbe essere presente nella biblioteca di chiunque abbia a cuore la creatività o la cultura. Chissà, magari un giorno questo stesso saggio diventerà una bella addormentata, una che merita di essere risvegliata dalle generazioni future. The New York Times
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Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati