esplora i dettami patriarcali in tempi di eteronormatività e ipermascolinità. In mezzo a questi uomini rudi dai corpi enormi, in un pericolo costante e incombente, emergono due protagonisti, affascinanti a modo loro, che diventano il cuore, l’essenza e la ragion d’essere di un film ipnotico, coinvolgente e inquietante, che si rivela molto più audace e più delicato di quanto possa sembrare all’inizio.
Diego Batlle, Otros Cines

Veneno (Prieto) è un giovane vagabondo che si guadagna da vivere vendendo il proprio corpo e/o cocaina in varie aree di sosta per camionisti. In questo mondo sotterraneo denso e sordido incontra Muñeco (Sánchez), che gli dà un passaggio sul suo camion. Comincia così un viaggio pieno di sfide e rischi durante il quale il rapporto tra i due si approfondisce. I problemi maggiori vengono dal fatto che Veneno, vendendo droga per strada, finisce nel mirino dei cartelli. Anche se violenza e squallore non vengono nascosti (ma non hanno certo bisogno di essere enfatizzati), Pablos preferisce concentrarsi sulla relazione tra questi due outsider. Cinema queer senza manipolazioni emotive né immagini sdolcinate, En el camino esplora i dettami patriarcali in tempi di eteronormatività e ipermascolinità. In mezzo a questi uomini rudi dai corpi enormi, in un pericolo costante e incombente, emergono due protagonisti, affascinanti a modo loro, che diventano il cuore, l’essenza e la ragion d’essere di un film ipnotico, coinvolgente e inquietante, che si rivela molto più audace e più delicato di quanto possa sembrare all’inizio. Diego Batlle, Otros Cines

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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 76. Compra questo numero | Abbonati