Il secondo romanzo dello scrittore francofono di origini russe Sergueï Shikalov, Gre­nouille, ci porta per un giorno nella vita di una famosa attrice russa, dopo il suo esilio a Parigi, cominciato il 24 febbraio 2022, in seguito all’invasione dell’Ucraina. Nove mesi dopo, si prepara all’ultima delle tre repliche di un’opera teatrale da lei scritta e interpretata. Il flusso di coscienza della donna, mentre si avvicina lentamente alla sala di Mont­martre dove andrà in scena, inizialmente mostra maggiore preoccupazioni per le difficoltà logistiche che deve affrontare nella sua “nuova vita” che alla guerra in Ucraina. Ma poi assistiamo a un cambiamento morale man mano che riaffiorano ricordi e interrogativi di questa donna di 58 anni che “portava dentro di sé una ragazzina educata nell’Unione Sovietica” e che ha votato due volte per Putin. Nato in Russia nel 1986, residente in Francia dal 2016 e scrittore francofono, Shikalov prosegue la dolorosa riflessione cominciata nel suo libro precedente Espèces dangereuses (Seuil 2024) su ciò che è diventato il suo paese. Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1683 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati