Ogni domenica il cuore finanziario di Hong Kong si trasforma: i grattacieli scintillanti fanno da sfondo a salotti improvvisati sulle passerelle sopraelevate e per le strade del distretto Centrale. Usando stuoie e cartoni, le lavoratrici filippine dell’isola ricreano degli spazi sociali dove ritrovarsi, cantare al karaoke, festeggiare i compleanni, mangiare piatti filippini, truccarsi, farsi i massaggi, scambiarsi oggetti e vestiti, giocare a carte e parlare per ore. Nel 2024 la città contava circa 368mila collaboratrici domestiche straniere e più della metà veniva dalle Filippine. Obbligate per legge a vivere nelle case dei loro datori di lavoro, dove si prendono cura di bambini, anziani e intere famiglie, paradossalmente non hanno quasi mai uno spazio domestico privato dove riposare o socializzare. Ricorrono quindi ai luoghi pubblici per poter passare il loro giorno libero con le connazionali e ritrovare un senso di comunità. I picnic domenicali sono parte integrante dell’esperienza diasporica di queste lavoratrici. Secondo la psicoterapeuta e studiosa Imi Lo, non solo contribuiscono a mantenere viva la loro identità culturale e il legame con il paese d’origine, ma sono anche un potenziale strumento politico che le aiuta a riaffermare la loro autonomia e a riappropriarsi in parte del potere perso con la migrazione. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1681 di Internazionale, a pagina 104. Compra questo numero | Abbonati