L’imponente e inquietante nuovo romanzo di Joyce Carol Oates, Fox, racconta i danni provocati da un sociopatico che agisce esclusivamente nel proprio interesse. Francis Harlan Fox, predatorio insegnante d’inglese in un prestigioso ed esclusivo college del New Jersey, sfrutta la propria autorità per abusare sessualmente delle sue studenti adolescenti e manipola tutti quelli che ha intorno – i pochi amici, i genitori, la preside della scuola, il sistema giudiziario – per garantirsi una copertura. La sua smisurata indifferenza per la sofferenza altrui è agghiacciante. Quando nell’auto di Fox, in fondo a un burrone, viene scoperto un cadavere non identificato, dilaniato dagli animali, il mistero offre un filo narrativo che Oates maneggia con grande abilità per muoversi avanti e indietro tra passato e presente. Non passerà molto tempo prima che la maggior parte dei lettori cominci a sperare che lo sfortunato cadavere sia quello di Fox, arrivando perfino a desiderare che possa essere morto più di una volta. Una delle sue vittime, Mary Ann Healy, frequenta la scuola grazie a una borsa di studio e ha una difficile situazione familiare alle spalle, e il ritratto che ne fa Joyce Carol Oates è particolarmente toccante. Entrata precocemente nella pubertà, Mary Ann si ritrova, senza riuscire a comprenderne il motivo, brutalmente emarginata dai parenti maschi, bullizzata dai compagni di scuola e rimproverata dalla madre impaurita. È esattamente il tipo di studente che avrebbe disperatamente bisogno dell’influenza rassicurante e protettiva di un adulto. Invece le capita il signor Fox. Questo romanzo spinge a interrogarsi sull’ambiente sociale che ha alimentato un individuo simile e che soprattutto ha saputo riconoscerne subito la mostruosità. Owen King, **
**The New York Times

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Questo articolo è uscito sul numero 1680 di Internazionale, a pagina 83. Compra questo numero | Abbonati