La Romania sta attraversando da quasi due mesi una crisi politica di cui non si vede la fine. Dopo la caduta, il 5 maggio, del governo di grande coalizione guidato dal conservatore Ilie Bolojan, e un primo tentativo fallito di formare un esecutivo tecnico, nei giorni scorsi il parlamento ha bocciato il governo proposto da Adrian Veștea, anche lui di centrodestra. A questo punto il presidente Nicușor Dan dovrà scegliere un terzo incaricato. Compito non facile, anche perché – scrive il sito d’informazione romeno **Ps News ** – i due partiti maggiori (socialdemocratici e nazional-liberali, che avevano sostenuto il governo Bolojan) non hanno una posizione chiara e la forza di estrema destra Aur ha un peso significativo in parlamento, che le permette di essere l’ago della bilancia. L’opzione più probabile, secondo molti analisti, è la nascita di un governo di minoranza europeista e moderato, con l’appoggio esterno dei socialdemocratici.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1672 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati