Laure Calamy brilla ancora una volta nel ruolo di Marguerite, un’ex atleta divorziata civilmente da Frédéric (Vincent Macaigne), con cui ha avuto una figlia. Dopo la separazione, si è rifatta una vita con Sofiane (Lyes Salem), dando alla luce un secondo figlio. Frédéric invece ha conosciuto Chloé (Mélanie Thierry), una donna molto devota che vorrebbe sposarsi in chiesa. Per farlo, lui deve ottenere l’annullamento del matrimonio religioso con Marguerite. L’intelligenza di Fabien Gorgeart sta nell’aver capito, al di là del potenziale comico della storia, che aveva tra le mani un argomento poco trattato. Il regista gestisce con ingegnosità i cambiamenti di tono. Non risparmia ai suoi personaggi una certa dose di ridicolo, senza mai compromettere la loro autenticità. La comicità non prende mai il sopravvento sull’esplorazione della tematica familiare e sentimentale. Boris Bastide, Le Monde

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Questo articolo è uscito sul numero 1671 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati