Il 12 giugno 2026 la corte suprema statunitense ha bloccato l’esecuzione di Jeffery Lee, un uomo di 49 anni condannato a morte in Alabama per un duplice omicidio commesso durante una rapina nel 1998. “La decisione impedisce allo stato di procedere con l’ipossia da azoto, un metodo di esecuzione introdotto di recente e contestato dalle organizzazioni per i diritti umani e dalle Nazioni Unite, che lo considerano una forma di tortura”, scrive Npr. La procedura prevede che il condannato indossi una maschera attraverso cui respira azoto, morendo in pochi minuti per mancanza di ossigeno. L’Alabama è stato il primo stato a usare questo metodo, nel gennaio 2024, e da allora l’ha utilizzato in sette condanne a morte. Nei giorni precedenti due tribunali avevano sospeso l’esecuzione perché violava il divieto costituzionale di pene crudeli e inusuali, e le autorità statali avevano presentato ricorso d’urgenza alla corte suprema. Lo stato potrà cercare di eseguire la condanna con un metodo diverso. Negli Stati Uniti la pena di morte resta legale in 27 stati.

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Questo articolo è uscito sul numero 1670 di Internazionale, a pagina 32. Compra questo numero | Abbonati