Nella notte tra il 23 e il 24 maggio Kiev è stata colpita da uno degli attacchi russi più intensi dall’inizio della guerra. Mosca ha usato più di 600 droni e lanciato 90 missili: molti sono stati intercettati e distrutti, ma gli altri hanno ucciso almeno quattro persone e ne hanno ferite più di cinquanta. Nell’attacco la Russia ha usato anche il missile ipersonico Oreshnik, che può portare testate nucleari. Secondo alcuni osservatori si è trattato di un messaggio all’Ucraina e ai suoi alleati in occidente. Mosca ha minacciato “attacchi sistematici” sulla capitale, invitando gli stranieri, anche i diplomatici, a lasciare il paese e i residenti a stare in guardia. In risposta, secondo il Kyiv Independent, nella notte tra il 26 e il 27 maggio l’Ucraina ha bombardato diverse regioni della Russia e della Crimea occupata, in particolare vicino a un aeroporto militare nel sudest del paese, che viene regolarmente usato come base di partenza per gli attacchi sulla linea del fronte e sulla città ucraina di Charkiv.
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Questo articolo è uscito sul numero 1667 di Internazionale, a pagina 23. Compra questo numero | Abbonati