Viva la matematica

◆ Ho letto l’articolo sul libro di Paul Lockhart (Internazionale 1665). Abbiamo trasformato l’apprendimento in prestazione. E ci stupiamo se la passione scompare. Forse il problema non è che i ragazzi non vogliono più imparare. Forse è che gli abbiamo insegnato ad avere paura di sbagliare. Abbiamo ridotto la curiosità a voto, la creatività a performance, l’intelligenza a velocità. Ma capire non significa memorizzare, significa collegare, immaginare, mettere in discussione. Una società che smette di coltivare meraviglia inizia lentamente a produrre solo esecutori. E nessun algoritmo potrà mai sostituire un essere umano capace di pensare liberamente.
Lettera firmata

A domicilio

◆ Molto bello il ritratto del corriere ucraino (Internazionale 1665). Fa il paio con il racconto più lungo su una filiale di posta in Patagonia che invito a rileggere: “Senza posta né postino” (Internazionale 1585).
Roberto Vigo

Il disturbo borderline si può affrontare

◆ Ho apprezzato molto l’articolo sul disturbo borderline (Internazionale 1665). Le persone che ne soffrono spesso aspettano anni prima di ricevere una diagnosi e un trattamento adeguato. È importante sottolineare che il disturbo borderline di personalità, soprattutto quando è associato all’abuso di alcol o di altre sostanze, aumenta il rischio di comportamento suicidario, in particolare nei periodi di intensa instabilità emotiva, impulsività e profondi sentimenti di vuoto o di abbandono. L’identificazione precoce della sofferenza psichica, un monitoraggio continuativo e un adeguato supporto psicoterapeutico sono strumenti fondamentali per migliorare la qualità della vita di queste persone.
Antonio E. Nardi

Come parlare di separazione con i figli

◆ Ho letto l’articolo di The Conversation (Internazionale 1665). Credo che avviare un percorso con una pedagogista o con un mediatore culturale aiuti a mettere al centro i bambini e a creare un miglior dialogo tra i genitori.
Laura Failla

Nelle fabbriche tessili in Campania si lavora per tre euro all’ora

◆ L’articolo di Annalisa Camilli (internazionale.it) mi
ha fatto pensare al film Due euro l’ora di Andrea D’Ambrosio, che parlava di lavoro, schiavitù e sfruttamento in Campania.
Lettera firmata

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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 14. Compra questo numero | Abbonati