Il governo messicano ha chiesto a Tel Aviv di rispettare i diritti umani delle persone sequestrate in acque internazionali dalle forze d’occupazione israeliane. Facevano parte della Global sumud flotilla, che tentava di raggiungere la Striscia di Gaza con aiuti umanitari a bordo di 54 imbarcazioni. È la terza volta che Israele impedisce alla flotilla di aiutare i due milioni di abitanti di Gaza che sopravvivono ai progetti genocidari di Benjamin Netanyahu, il primo ministro israeliano ricercato dalla Corte penale internazionale (Cpi).
Oltre a rientrare nel blocco illegale con cui Israele ha trasformato Gaza in un campo di concentramento e sterminio a cielo aperto, il fermo delle imbarcazioni e il sequestro degli attivisti s’inseriscono in una dinamica che criminalizza la solidarietà, la fratellanza e i più elementari sentimenti di umanità verso i popoli oppressi, perseguitati, saccheggiati e massacrati.
L’esempio più evidente di questa strategia perversa è l’accanimento di Washington contro i pochi esponenti di organismi multilaterali che hanno avuto il coraggio di documentare i crimini di guerra commessi da Israele e cercare giustizia. Le sanzioni imposte ai giudici della Cpi che indagano sul genocidio e alla relatrice speciale delle Nazioni Unite per i Territori palestinesi occupati, Francesca Albanese, mostrano fino a che punto la Casa Bianca sia disposta a spingersi per proteggere i suoi complici israeliani.
Ma non sono solo gli Stati Uniti a perseguitare chi alza la voce contro la pulizia etnica: Regno Unito, Germania e altri paesi europei hanno criminalizzato ogni critica a Israele; Berlino considera “estremista” chi difende il diritto della Palestina a esistere come stato.
La società messicana deve mobilitarsi per chiedere la liberazione di tutte le persone sequestrate da Israele, inclusi migliaia di palestinesi detenuti illegalmente e i milioni che Israele ha trasformato in prigionieri nella loro terra. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1666 di Internazionale, a pagina 17. Compra questo numero | Abbonati