“L’Eurovision è un evento d’intrattenimento apolitico?”, si chiede il quotidiano belga Le Soir. La settantesima edizione della competizione canora, a cui partecipano 35 paesi, è cominciata il 12 maggio a Vienna, accompagnata da una lunga serie di polemiche. Irlanda, Islanda, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna hanno deciso di non partecipare per protesta contro la decisione dell’Ebu (il consorzio delle radio e tv pubbliche che organizza l’evento) di far gareggiare Israele: Madrid aveva chiesto che il paese fosse escluso per i crimini di guerra commessi a Gaza. “La cultura unisce, ma non a qualsiasi prezzo. È sbagliato che queste coraggiose e logiche obiezioni non trovino il giusto spazio”, ha detto l’amministratore delegato dell’emittente di stato olandese Avrotros. La finale dell’Eurovision è in programma il 16 maggio. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1665 di Internazionale, a pagina 31. Compra questo numero | Abbonati