I grandi produttori di auto attivi negli Stati Uniti – Ford, General Motors e Stellantis – hanno avvertito che la crisi energetica e delle materie prime provocata dalla guerra contro l’Iran potrebbe costargli quest’anno fino a cinque miliardi di dollari. Se la situazione non cambia, scrive il Financial Times, le aziende dovranno ridurre i costi e aumentare i prezzi. Se si conta anche l’effetto dei dazi voluti dal presidente Donald Trump sulle importazioni negli Stati Uniti, il costo potrebbe salire a sei miliardi di dollari. La materia prima che incide di più sulla produzione automobilistica è l’alluminio: i prezzi del metallo alla London metal exchange sono aumentati del 16 per cento dall’inizio della guerra, il 28 febbraio.
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Questo articolo è uscito sul numero 1664 di Internazionale, a pagina 105. Compra questo numero | Abbonati