“Anche se il secondo round di colloqui a Islamabad tra gli Stati Uniti e l’Iran è fallito, il Pakistan vuole mantenere il suo ruolo di facilitatore e trarne dei vantaggi economici”, scrive Nikkei Asia. Nel frattempo sono intervenuti nella mediazione l’Oman e la Russia, ma il Pakistan ha il merito di aver fatto incontrare funzionari statunitensi e iraniani di alto livello per la prima volta in decenni, dice Ashok Swain, docente di pace e conflitti all’Università di Uppsala, in Svezia. Finora il Pakistan non ha potuto commerciare con l’Iran a causa delle sanzioni legate al programma nucleare di Teheran ma, finita la guerra, queste potrebbero essere tolte e Islamabad potrebbe comprare dall’Iran greggio e gas a buon mercato. Inoltre, il porto pachistano di Gwadar potrebbe beneficiare di un parziale dirottamento dei flussi commerciali iraniani, che ora devono passare per gli Emirati Arabi Uniti.
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Questo articolo è uscito sul numero 1664 di Internazionale, a pagina 42. Compra questo numero | Abbonati