Nell’ultima settimana diverse milizie sciite irachene sono andate a combattere in Iran portando con sé carichi di armi pesanti. Questi movimenti si aggiungono ai più di 650 attacchi contro interessi statunitensi sul territorio iracheno registrati dall’inizio di marzo e al sequestro, il 31 marzo, della giornalista statunitense Shelly Kittleson ( nella foto ), attribuito al gruppo paramilitare Kataib Hezbollah. Kittleson è stata liberata il 7 aprile in cambio del rilascio di alcuni miliziani incarcerati. Il problema, scrive il quotidiano Al Mada, è che le violenze in Iraq non si fermeranno neanche dopo la fine della guerra tra Stati Uniti e Iran: le sei principali milizie sciite del paese dicono di voler “liberare l’Iraq delle forze nemiche” e alcune rispondono direttamente a Teheran.
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Questo articolo è uscito sul numero 1660 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati