Keith Waterhouse (Daily Mirror, Mirrorpix/Getty)

Per Billy Fisher, quel fatidico sabato era cominciato come tutti gli altri. Sospeso tra sonno e veglia, rimandando il momento odioso in cui avrebbe dovuto riprendere il suo lavoro d’impiegato presso la signorile impresa di pompe funebri Shadrack & Duxbury, gli riusciva facile come sempre “mettere da parte la realtà” e tornare ad Ambrosia, il regno dove persone ed eventi marciavano al ritmo da lui stesso stabilito. Era ancora più facile scacciare la minaccia degli impossibili genitori al piano di sotto, la meschina casa in una strada secondaria dove abitavano, la cupa cittadina dello Yorkshire, Stradhoughton, che aveva quasi soffocato il suo genio. Finché durava la sua euforia, poteva perfino quasi credere che quella sera stessa sarebbe partito per Londra per scrivere commedie televisive. Prima che i suoi datori di lavoro scoprissero le sue piccole scorrettezze, prima che le tre ragazze con cui era fidanzato potessero finalmente accerchiarlo per dargli il colpo di grazia.

Partendo da questa situazione, lasciando che le fantasie di Billy lo portino lungo pericolosi sentieri secondari, Keith Waterhouse scrive un romanzo che è insieme follemente triste e follemente comico, a seconda dell’umore del momento. Waterhouse, un giornalista dello Yorkshire di 31 anni, scrive nel consueto stile degli angry young men: il suo Billy il bugiardo non è per stomaci delicati, perché ha il coraggio di dipingere il suo antieroe senza eroismi e con pennellate larghe e taglienti, rendendolo sempre un po’ più esagerato del normale e decisamente più patetico. L’esagerazione è deliberata. Ed è segno dell’abilità di questo giovane scrittore che non si perda mai la simpatia per Billy, neppure nei suoi momenti più nauseanti. Waterhouse non nutre altro che fredda collera per quel modo di vivere che rende inevitabile la fuga di Billy nella fantasia; ma alla sua ironia mescola una sincera pietà, una compassione autentica che pervade questo romanzo breve e pungente. Si arriva all’ultima pagina con la convinzione che la vita di Billy a Stradhoughton sarebbe stata impossibile senza il suo doppio pensiero. La sua tragedia è che continuerà a cercare rifugio ad Ambrosia, anche dopo aver scoperto che la sua fantasia è il vicolo cieco di tutte le sue speranze. William du Bois, The New York Times (1960)

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Questo articolo è uscito sul numero 1655 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati