Alain Orsoni, 71 anni, figura di spicco del nazionalismo corso, è stato assassinato il 12 gennaio con un colpo di pistola sparato da lunga distanza durante il funerale della madre nel suo paese d’origine, Vero, nel sud dell’isola. Orsoni aveva lasciato la Corsica nel 1996 a causa della guerra interna al movimento nazionalista. La neo istituita Procura nazionale per la lotta alla criminalità organizzata ha avviato le indagini, ma intanto aumentano le reazioni nella società corsa come nel mondo degli affari e dello sport, a cui Orsoni era legato. Secondo alcuni il suo omicidio ha violato il “codice d’onore” della criminalità, o almeno il “rispetto dovuto ai morti”. Ma secondo lo storico Antoine-Marie Graziani, intervistato da Corse-Matin, “la visione di una Corsica in subbuglio non corrisponde alla realtà. Io vedo una società che è sempre stata violenta, per ogni sorta di ragioni, alcune più giustificabili di altre”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 30. Compra questo numero | Abbonati