Tutto è cominciato con un sogno. Una bolla di luce in un buco nero. Intontito, il “chiamato” ha la sgradevole sensazione che qualcuno stia rovistando nel suo cervello. Poi, uscendo dalla metropolitana, scopre questo segno misterioso su una finestra: J-780. Il conto alla rovescia è partito, per lui e per pochi altri. Con quali criteri saranno scelti gli “esseri degni di fiducia”, destinati a fuggire a bordo di un’astronave intergalattica e a rifugiarsi su un altro pianeta ai confini del sistema solare? La dimensione del loro cervello? La loro età? La loro religione? Così comincia Vivere, la discesa agghiacciante all’inferno di Paolo e dei pochi eletti che si trovano a fare i conti con l’urgenza del giudizio finale. Restano due anni e qualche settimana per scegliere chi sarà chiamato a fondare una nuova umanità. Abbastanza per relativizzare il covid, il terrorismo islamico, i conflitti nel mondo arabo e le bombe russe. A metà strada tra una favola tragica kafkiana e un racconto di fantascienza alla Ray Bradbury, il romanzo dello scrittore algerino Boualem Sansal è uno strano miscuglio: offre un piccolo trattato sulle religioni e una geopolitica dell’orrore. Denso e a tratti caotico, ma gustoso.
Pierre de Gasquet, Les Echos

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1624 di Internazionale, a pagina 79. Compra questo numero | Abbonati