La corte costituzionale moldava ha bocciato una legge approvata due settimane fa che concedeva alla lingua russa uno status privilegiato. Come spiega Tol, la legge non riconosceva il russo come lingua ufficiale, ma ne rendeva obbligatorio l’uso negli uffici pubblici, accanto al moldavo, un dialetto del romeno. La legge, approvata grazie ai voti del partito filorusso dell’ex presidente Igor Dodon, era stata criticata dall’opposizione filoeuropea. Secondo il censimento del 2014, il 78 per cento dei moldavi parla moldavo e il 9 per cento russo.
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Questo articolo è uscito sul numero 1394 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati