◆ Per combattere la crisi climatica, e in particolare per raggiungere l’obiettivo di azzerare le emissioni entro il 2050, gli Stati Uniti dovranno costruire molte pale eoliche. La superficie direttamente coinvolta sarà piccola, ma l’impatto sul paesaggio e sulle comunità locali sarà enorme. Le pale saranno visibili in un’area equivalente a quella di sei stati: Nebraska, Iowa, Kansas, Missouri, Oklahoma e Arkansas. Grist si chiede se gli statunitensi saranno disposti a vivere vicino ai nuovi impianti. L’eventuale opposizione a livello locale alla costruzione degli impianti è un problema da affrontare subito.
La prima cosa da capire, scrive Grist, è che non si tratta semplicemente di una reazione nimby (not in my back yard, non nel mio cortile), che indica chi, pur favorevole a un certo progetto, egoisticamente non lo vuole vicino a casa. Le comunità possono avere motivi validi per opporsi. Potrebbero, per esempio, avere la percezione di un procedimento poco trasparente, che non porta vantaggi concreti.
Questo problema può essere superato consultando in anticipo gli abitanti e garantendo benefici diretti, magari anche quote di proprietà degli impianti. Potrebbero mettersi di traverso anche gli enti turistici e gli agricoltori. La presenza di bellezze naturali, come laghi e montagne, rafforzerà la tendenza a opporsi. Tutti questi fattori dovrebbero essere compresi in un piano realistico, che non si limiti all’efficienza economica del progetto.
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Questo articolo è uscito sul numero 1394 di Internazionale, a pagina 90. Compra questo numero | Abbonati