Il 21 gennaio il ministro degli esteri turco Mevlüt Çavuşoğlu ha incontrato l’alto rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Josep Borrell. La visita è la prima conseguenza concreta del cambio di atteggiamento di Recep Tayyip Erdoğan: dopo le forti tensioni provocate negli ultimi mesi dalle iniziative unilaterali di Ankara nel Mediterraneo orientale, il presidente turco ha detto che vuole “voltare pagina” nei rapporti con l’Europa e addirittura riprendere i negoziati per l’adesione della Turchia all’Unione europea. Molti osservatori hanno attribuito la svolta di Erdoğan alla sconfitta di Donald Trump nelle elezioni presidenziali statunitensi e al timore che la nuova amministrazione statunitense possa adottare una linea meno conciliante, aumentando l’isolamento internazionale del paese. Durante l’incontro Borrell e Çavuşoğlu hanno annunciato dei passi avanti incoraggianti, come la ripresa dei contatti diretti tra Ankara e la Grecia e dei negoziati sulla riunificazione di Cipro. In una lettera aperta pubblicata su Ahval, però, il giornalista turco Cengiz Aktar invita Borrell e i governi europei a non farsi troppe illusioni: “Nessun cittadino turco crede più alla possibilità dell’adesione, per questo l’Unione europea non ha più nessun incentivo da offrire alla Turchia. Meglio abbandonare le finzioni e accontentarsi di un rapporto pragmatico”.
Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it
Questo articolo è uscito sul numero 1394 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati