Lo studio Prima-Cov, realizzato in collaborazione tra il festival Primavera sound e diversi enti di ricerca spagnoli, potrebbe dare un po’ di speranza all’industria della musical dal vivo. L’esperimento si è tenuto il 12 dicembre 2020 alla sala Apolo di Barcellona e ha coinvolto 1.047 persone tra i 18 e i 59 anni. A ognuno dei partecipanti è stata consegnata una mascherina. Appena arrivati, hanno fatto il tampone rapido e nessuno è risultato positivo. Poi sono stati divisi in due gruppi: quelli che facevano parte del primo sono entrati nella sala Apolo, gli altri sono stati rimandati a casa. Il concerto, che si è svolto senza distanziamento, è durato cinque ore e prevedeva quattro esibizioni: due dj set e due concerti dal vivo. Lontano dal palco è stata allestita un’area per il bar dove si serviva da bere. In media i partecipanti sono stati dentro al locale due ore e quaranta minuti. L’intero locale era stato ottimizzato per garantire un circolo continuo dell’aria. A due settimane di distanza, i tamponi alle persone che sono entrate al concerto sono stati ripetuti ed erano tutti negativi. Due partecipanti al gruppo di controllo, che non sono entrati nel locale, invece sono risultati positivi. “Questo studio dimostra che è possibile fare un concerto seguendo una serie di misure
di sicurezza”, hanno dichiarato gli organizzatori, che hanno presentato i risultati come una possibile ancora di salvezza per l’industria musicale.
Jason Murdock, Newsweek
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Questo articolo è uscito sul numero 1391 di Internazionale, a pagina 74. Compra questo numero | Abbonati