Il Niger ha osservato tre giorni di lutto per le cento vittime degli attacchi del 2 gennaio contro due villaggi del dipartimento di Ouallam, nella zona delle “tre frontiere” (Niger, Burkina Faso e Mali), riporta il sito Le Sahel. Il massacro, uno dei più gravi contro i civili nella storia del paese, è stato attribuito ai jihadisti, ma non è stato rivendicato. Il Gruppo di sostegno all’islam e ai musulmani, alleanza jihadista affiliata ad al Qaeda, si è assunto la responsabilità dell’uccisione di due soldati francesi in Mali il 2 gennaio, ma ha negato il suo coinvolgimento negli attacchi nigerini. La Francia, che ha già perso cinquanta soldati da quando è intervenuta militarmente nel vicino Mali nel 2013, ha annunciato un’imminente riduzione del contingente impegnato nel Sahel. Nel frattempo i nigerini si preparano al ballottaggio presidenziale del 20 febbraio. Al primo turno del 27 dicembre, è arrivato in testa con il 39 per cento dei voti Mohamed Bazoum, candidato del partito al potere ed ex ministro dell’interno. Il suo avversario è l’ex capo dello stato Mahamane Ousmane.
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Questo articolo è uscito sul numero 1391 di Internazionale, a pagina 20. Compra questo numero | Abbonati