◆ A cinque anni dalla firma dell’accordo di Parigi, The Lancet pubblica uno speciale sulla crisi climatica. Le condizioni di vita di molti abitanti del pianeta stanno peggiorando. È aumentato per esempio il numero delle persone vulnerabili alle ondate di calore. Questo dipende dal riscaldamento globale, ma anche da altri fattori: l’invecchiamento della popolazione, l’urbanizzazione e la diffusione delle malattie respiratorie croniche, di quelle cardiovascolari e del diabete. Secondo le stime, dal 2000 al 2018 nella fascia d’età oltre i 65 anni la mortalità legata al caldo eccessivo è aumentata del 53,7 per cento, con 296mila decessi nel 2018, soprattutto in Giappone, Cina orientale, India settentrionale ed Europa centrale.

Le misure adottate per contrastare la crisi climatica sono state del tutto insufficienti. Per esempio, negli ultimi due anni è aumentato dell’1,7 per cento l’uso del carbone, che oltre a contribuire alle emissioni di gas serra causa un inquinamento atmosferico dannoso per la salute. Anche la risposta del sistema agroalimentare è stata debole. Dal 2000 al 2017 le emissioni del settore dell’allevamento sono aumentate del 16 per cento, ed è cresciuto anche il consumo di carne rossa, con conseguenze negative per la salute. Si sono registrati invece progressi nell’adeguamento dei sistemi sanitari alla sfida posta dal cambiamento climatico. In 86 paesi i servizi sanitari sono collegati a quelli meteorologici per pianificare meglio le cure.

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Questo articolo è uscito sul numero 1388 di Internazionale, a pagina 111. Compra questo numero | Abbonati