Il 6 gennaio a New York è cominciato il processo al produttore cinematografico Harvey Weinstein. È accusato di abusi da più di ottanta donne. Il procedimento in corso riguarda due aggressioni. Nell’ottobre del 2017, quando sono emerse le prime accuse contro Weinstein, è esplosa la campagna del #MeToo, che prende il nome dall’hashtag con cui in tutto il mondo vittime di abusi, aggressioni e molestie sessuali hanno condiviso sui social network le loro storie. Volevano mostrare che le accusatrici di Weinstein non erano sole. Molte donne avevano storie da raccontare e potevano dire: “È successo anche a me”.

Weinstein ha raggiunto degli accordi extragiudiziali con alcune donne, e non è stato ancora condannato. A prescindere dall’esito del processo, il movimento #MeToo ha avuto un chiaro effetto sulle denunce per aggressione sessuale, come mostra l’indagine di due ricercatori dell’università di Yale che hanno raccolto dati in 24 paesi dell’Ocse. Il numero delle denunce nel primo anno successivo all’inizio della campagna, quando ancora non erano state introdotte nuove leggi, è salito del 10 per cento. Nei 13 paesi in cui il termine #MeToo è stato cercato più spesso su Google, le denunce sono cresciute del 17 per cento nei primi mesi dopo l’ottobre 2017, e un anno dopo erano ancora superiori del 10-13 per cento rispetto all’anno precedente. In breve: il movimento #MeToo ha spinto più vittime a denunciare. Questo è un dato incoraggiante, perché gli autori di aggressioni e molestie sessuali devono essere puniti. E perché questo succeda, il primo passo è una denuncia. Non perché la punizione sia un obiettivo in sé. L’obiettivo dev’essere sempre quello di ridurre il numero delle vittime. Ma un aumento delle condanne può essere un mezzo per ridurre il numero delle vittime.

Il movimento #MeToo è stato bollato come un tribunale del popolo dove chiunque può accusare senza prove e dove storie vecchie di vent’anni possono rovinare la carriera di un uomo. Nessuno deve essere condannato sulla base di voci, ma non si può negare che il movimento abbia messo in evidenza un problema reale. Troppe donne sono vittime di aggressioni. Troppo poche sono le denunce e le condanne. Secondo il Consiglio danese per la prevenzione del crimine nel 2018 sono state violentate 5.400 persone, le denunce sono state 1.079 e le condanne 69. La strada è ancora lunga, ma le cose stanno migliorando. Grazie anche a #MeToo. ◆fc

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Questo articolo è uscito sul numero 1340 di Internazionale, a pagina 13. Compra questo numero | Abbonati