Al confine tra la Moldova e l’Ucraina, c’è una striscia di terra dal nome complicato come la sua storia: Repubblica moldava di Pridniestrovie. Chiamata più comunemente Pridnestrovie, è conosciuta in Europa come Transnistria, che significa “al di là del fiume Nistro”.
Nel settembre del 1990, la Transnistria si dichiarò indipendente dall’attuale Moldova, che allora faceva parte dell’Unione Sovietica. L’anno dopo, con la dissoluzione dell’Unione Sovietica, assunse la struttura di uno stato sovrano, con un governo autonomo, una moneta, un esercito, una bandiera e un inno nazionale.
La comunità internazionale, però, non ha mai riconosciuto l’indipendenza della Transnistria e la considera ancora parte della Moldova. Oggi nella regione vivono mezzo milione di persone, che condividono una cultura alimentata da tradizioni russe, moldave e ucraine. Il centro amministrativo della regione è Tiraspol.
Nel 2006, a un referendum per chiedere l’annessione alla Russia e l’indipendenza dalla Moldova il 97 per cento dei cittadini ha votato sì. Una posizione che è stata ribadita anche nel 2014 dal parlamento di Tiraspol.
Nel 2018 i fotografi italiani Lavinia Parlamenti e Manfredi Pantanella hanno realizzato un progetto sulla Transnistria: “È un racconto a metà strada tra sogno e realtà con cui vorremmo far riflettere sul concetto d’identità sia nazionale sia personale. La nostra idea è di continuare a fotografare quei paesi che non esistono da un punto di vista sociopolitico, storico, naturalistico e culturale”, spiegano. ◆
◆ Le foto di queste pagine fanno parte del progetto A visual atlas of the countries that don’t exist, che è ancora in corso. Partendo dall’Atlante dei paesi che non esistono (Rizzoli 2015) del geografo Nick Middleton, Manfredi Pantanella e Lavinia Parlamenti racconteranno altri paesi non riconosciuti dall’Onu come stati indipendenti. Tra questi il Kurdistan, Taiwan e l’isola di Man.
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Questo articolo è uscito sul numero 1304 di Internazionale, a pagina 66. Compra questo numero | Abbonati