A chi importa del clima

◆ Mi stupisce questa animosità contro Greta Thunberg, questo guardare il dito e non la luna (Internazionale 1296). È dagli anni ottanta che seguo il dibattito scientifico sul cambiamento climatico. È stato fin da subito soffocato da “studi” finanziati dalle industrie petrolifere, che avrebbero avuto i danni maggiori se si fosse messo da parte il petrolio. Vedo cambiare il clima in un modo che conferma in linea di massima le previsioni fatte negli anni settanta e ottanta. Forse vale la pena ricordare il mezzo secolo trascorso con gli additivi a base di piombo nella benzina e gli studi messi da parte in nome del profitto.
Davide Grossi

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Energia**

◆ Nel suo ultimo editoriale (Internazionale 1302) Giovanni De Mauro contrappone a Trump e al suo progetto di un muro con il Messico l’esempio di Ronald Reagan, un presidente che, pur essendo conservatore, era ben disposto verso i migranti. Reagan non era solo un conservatore, è stato uno dei primi e più celebri fautori di una politica economica neoliberale, e vedeva in tutte le persone, e soprattutto nei migranti, forza lavoro da sfruttare. Secondo la sociologa Francis Fox Piven, è stato uno dei presidenti più dannosi nella storia degli Stati Uniti per la sua gestione della forza lavoro, con effetti deleteri sui sindacati. Anche ammesso che la sua politica fosse aperta verso i migranti (ma allora vorrei vedere dei dati), è davvero una buona idea usarlo come riferimento per una lotta umanitaria comune? Vogliamo unire la destra e la sinistra nel considerare i migranti dei numeri per fare profitto?
_Anita Ishaq _

Un mondo senza insetti

◆ Leggendo l’articolo sulla scomparsa degli insetti (Internazionale 1289) ho pensato che sarebbe bello anche dare consapevolezza sul potere che hanno le persone nell’attivare delle controtendenze. Credo che la situazione critica di questo pianeta richieda azioni concrete e immediate da parte di tutti.
_Raffaella Rose _

Errata corrige

◆ Su Internazionale 1303 la traduzione del viaggio a pagina 80 è di Sara Cavarero; a pagina 27 l’ex presidente sudanese Omar al Bashir non è stato condannato dalla Corte penale internazionale. La Corte ha emesso un mandato d’arresto contro di lui per crimini di guerra e contro l’umanità.

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Questo articolo è uscito sul numero 1304 di Internazionale, a pagina 10. Compra questo numero | Abbonati