Il governo giapponese ha annunciato il 24 febbraio che schiererà dei missili terra-aria su un’isola giapponese vicino a Taiwan entro il 2031, in un contesto di aumento dei timori sulle ambizioni militari cinesi nella regione.

Tokyo aveva già manifestato le sue intenzioni nel 2022, senza però fornire un calendario preciso.

“Il progetto prevede l’installazione di missili terra-aria a medio raggio sull’isola di Yonaguni entro il marzo 2031”, ha dichiarato il ministro della difesa giapponese Shinjirō Koizumi durante una conferenza stampa.

L’isola, che si trova a 110 chilometri da Taiwan e a circa duemila da Tokyo, ospita già una base militare giapponese.

Le relazioni tra Giappone e Cina si erano deteriorate a novembre, quando la premier giapponese Sanae Takaichi aveva ipotizzato un intervento militare di Tokyo in risposta a un eventuale attacco cinese contro Taiwan.

Pechino aveva reagito limitando le esportazioni verso il Giappone di alcuni prodotti strategici e invitando i propri cittadini a evitare i viaggi nell’arcipelago.

Il 24 febbraio il governo cinese ha sanzionato 40 aziende e organismi giapponesi accusati di essere coinvolti nella “rimilitarizzazione” del Giappone, vietandogli in particolare d’importare dalla Cina i cosiddetti prodotti “a duplice uso”, con potenziali applicazioni in ambito militare.

“I giapponesi non dovrebbero lasciarsi manipolare o ingannare da coloro che puntano a risuscitare il militarismo nipponico”, aveva dichiarato il ministro degli esteri cinese Wang Yi all’inizio di febbraio, in occasione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco, in Germania.

Il 20 febbraio Takaichi aveva invece accusato la Cina di voler “modificare con la forza lo status quo” nella regione dell’oceano Pacifico occidentale.