Il primo ministro conservatore Anutin Charnvirakul ha avviato le trattative per formare un governo di coalizione dopo la sua sorprendente vittoria nelle elezioni legislative anticipate dell’8 febbraio, arrivata nonostante le difficoltà economiche del paese.
In campagna elettorale Anutin aveva fatto ricorso alla carta del nazionalismo, in un contesto di forti tensioni con la Cambogia, degenerate nei mesi scorsi in scontri sanguinosi al confine.
“Sono molto orgoglioso di questo risultato”, ha dichiarato il 9 febbraio il premier durante un incontro con la stampa nella sede del governo a Bangkok.
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Secondo le proiezioni dei mezzi d’informazione locali, il partito conservatore di Anutin, il Bhumjaithai, vicino alla monarchia e all’esercito, ha ottenuto circa duecento seggi, il doppio rispetto alle elezioni del 2023, ma non abbastanza per governare da solo.
Il Partito del popolo, di orientamento progressista, che era favorito per i sondaggi, è arrivato secondo con circa 120 seggi, un calo significativo rispetto alle ultime elezioni, in cui era arrivato in testa.
In risposta a una domanda sulla possibilità di allearsi con il partito populista Pheu Thai, arrivato terzo, Anutin ha dichiarato che “la questione è ancora in fase di studio”.
Il Pheu Thai, che ha dominato a lungo la politica tailandese, fondato dell’ex premier Thaksin Shinawatra, ha registrato il peggior risultato della sua storia.
Il partito ha pagato l’incarcerazione di Thaksin per corruzione e la destituzione nell’estate 2025 della figlia, la premier Paetongtarn Shinawatra, criticata per la gestione della crisi con la Cambogia.
Dopo aver rotto l’alleanza con il Pheu Thai, Anutin aveva assunto l’incarico di primo ministro nel settembre scorso.
Pur facendo parte del campo conservatore, l’attuale premier è conosciuto per essere stato tra i promotori della depenalizzazione della marijuana nel 2022.
In campagna elettorale aveva proposto la costruzione di un muro al confine con la Cambogia, il reclutamento di centomila soldati volontari e la proroga della chiusura dei valichi di frontiera.
Secondo alcuni analisti politici, la vittoria del campo conservatore permetterà all’esercito di rafforzare ulteriormente il suo ruolo nel paese.