Il socialista António José Seguro ha vinto il secondo turno delle elezioni presidenziali in Portogallo, che si è svolto l’8 febbraio, sconfiggendo nettamente il candidato di estrema destra André Ventura.
Secondo i risultati quasi definitivi, basati sul 99,2 per cento delle circoscrizioni elettorali, Seguro, 63 anni, ha ottenuto il 66,8 per cento dei voti, contro il 33,2 per cento di Ventura, 43 anni, leader del partito Chega (“basta”).
Seguro, ex segretario generale del Partito socialista (2011-2014), s’insedierà il 9 marzo al posto del conservatore Marcelo Rebelo de Sousa, in carica da dieci anni.
“I vincitori di questa sera sono i portoghesi e la democrazia”, ha dichiarato il presidente eletto, aggiungendo di voler essere “il presidente di tutti i portoghesi”.
Mentre Ventura prometteva una “rottura” con i partiti che governano il Portogallo da cinquant’anni, Seguro aveva messo in guardia “dall’incubo che si materializzerebbe” in caso di vittoria del suo avversario.
“La voce del Portogallo a sostegno dei valori europei rimane forte”, ha commentato la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
Dopo un’assenza dalla vita politica durata circa dieci anni, Seguro aveva vinto il primo turno con il 31,1 per cento dei voti, contro il 23,5 per cento di Ventura, assicurandosi poi il sostegno di vari leader politici di estrema sinistra, centro e perfino destra, ma non quello del primo ministro conservatore Luís Montenegro.
Montenegro, che guida un governo di minoranza, non aveva voluto esprimere preferenze tra Seguro e Ventura dopo la sconfitta al primo turno del candidato governativo Luís Marques Mendes, arrivato solo quinto.
Nonostante la sconfitta, Ventura ha proseguito la sua crescita elettorale, che ha reso Chega la prima forza d’opposizione al governo di centrodestra.
“Abbiamo ottenuto il miglior risultato della nostra storia e presto governeremo il paese”, ha dichiarato dopo l’annuncio dei risultati.
Eletto a suffragio universale, il presidente portoghese non ha grandi poteri ma un importante ruolo di garanzia. Può anche sciogliere il parlamento e indire le elezioni legislative.
La campagna elettorale in vista del secondo turno è stata sconvolta dalle tempeste mortali che hanno colpito il paese nelle ultime due settimane. In una ventina di circoscrizioni le operazioni di voto sono state rinviate di sette giorni.