Donald Trump ha lanciato un nuovo attacco alla diplomazia climatica, ordinando il ritiro degli Stati Uniti da un trattato e da un comitato scientifico di riferimento sul clima, organizzazioni che Washington ha definito “non più al servizio degli interessi statunitensi”.

L’ordine esecutivo firmato il 7 gennaio dal presidente repubblicano ordina il ritiro degli Stati Uniti da ben 66 organizzazioni, di cui circa la metà legate alle Nazioni Unite, ha annunciato la Casa Bianca.

Tra queste c’è la Convenzione quadro delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (Unfccc), il trattato alla base di tutti gli altri accordi internazionali sul clima, firmato nel 1992 durante il summit della Terra a Rio de Janeiro.

È nell’ambito dell’Unfccc che è stato firmato l’accordo di Parigi del 2015, che Trump aveva abbandonato per la seconda volta appena tornato alla Casa Bianca quasi un anno fa.

Durante il suo primo mandato Trump aveva abbandonato l’accordo di Parigi ma non l’Unfccc, consentendo agli Stati Uniti di continuare a partecipare alle conferenze annuali sul clima.

“Il ritiro statunitense è un clamoroso autogol. Nei prossimi anni gli Stati Uniti saranno meno sicuri e meno prosperi”, ha dichiarato l’8 gennaio Simon Stiell, il segretario esecutivo dell’Unfccc.

“Il ritiro della prima economia mondiale e del secondo maggior emettitore di gas serra dalla Convenzione è davvero deplorevole”, ha commentato il commissario europeo per il clima Wopke Hoekstra.

L’annuncio di Trump potrebbe incontrare ostacoli giuridici, dato che la costituzione statunitense, che consente al presidente di aderire a un trattato con il voto favorevole dei due terzi dei senatori, non dice nulla sulle modalità di un ritiro.

Il decreto presidenziale ordina anche il ritiro degli Stati Uniti dal Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (Ipcc), il comitato scientifico di riferimento sul clima, nonché da altre organizzazioni legate alla protezione del pianeta, come l’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili, l’Unione internazionale per la conservazione della natura e il meccanismo Onu-Acqua.

A settembre, durante un discorso all’assemblea generale delle Nazioni Unite, Trump aveva contestato duramente la scienza climatica, definendo il riscaldamento globale “la più grande truffa della storia” e definendo il carbone “pulito e magnifico”.

Il clima non è però l’unico bersaglio dell’amministrazione Trump, che se l’è presa anche con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che puntano a migliorare il futuro dell’umanità, garantendo tra le altre cose l’uguaglianza di genere. Il decreto presidenziale ordina quindi il ritiro degli Stati Uniti dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, un’agenzia che promuove il diritto alla salute sessuale e riproduttiva, e dall’ente Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere.

In un comunicato, il segretario di stato statunitense Marco Rubio ha accusato le organizzazioni di promuovere “un’ideologia progressista”, denunciando in particolare “le campagne per l’uguaglianza di genere e per il clima”.