L’8 gennaio l’esercito libanese ha annunciato di aver completato il disarmo del gruppo filoiraniano Hezbollah nel sud del paese, vicino al confine con Israele, mentre il governo israeliano ha definito gli sforzi del Libano “del tutto insufficienti”.

Il Libano è sottoposto a forti pressioni da parte degli Stati Uniti affinché disarmi Hezbollah, uscito indebolito nell’autunno 2024 dalla guerra con Israele.

In un comunicato l’esercito libanese ha affermato di aver raggiunto “gli obiettivi della prima fase del piano”, che consistono nel disarmo del gruppo sciita tra il confine israeliano e il fiume Litani, una trentina di chilometri più a nord.

Come previsto dall’accordo di cessate il fuoco firmato nel novembre 2024, l’esercito dovrà poi estendere gradualmente il disarmo al resto del paese.

Hezbollah ha però fatto sapere di non voler consegnare le armi a nord del Litani.

Il governo libanese ha sottolineato la necessità di passare alla prossima fase il più presto possibile, cominciando a pianificare il disarmo a nord del Litani, come ha dichiarato il ministro dell’informazione Paul Morcos.

L’esercito ha precisato che ora controlla l’intero territorio a sud del Litani con l’eccezione delle aree e delle postazioni ancora occupate da Israele”.

Nonostante l’accordo di cessate il fuoco preveda un ritiro totale dal Libano, l’esercito israeliano continua a occupare cinque punti strategici vicino al confine e conduce regolarmente attacchi in Libano per colpire Hezbollah.

“Gli sforzi intrapresi dal Libano per disarmare Hezbollah sono incoraggianti, ma ancora del tutto insufficienti”, ha commentato l’8 gennaio l’ufficio del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.

In un comunicato Netanyahu ha accusato Hezbollah di “volersi riarmare e di voler ricostruire le sue infrastrutture terroristiche con il sostegno dell’Iran”, ricordando che l’accordo di cessate il fuoco prevede “il disarmo totale del gruppo”.

Il presidente libanese Joseph Aoun ha avvertito che “l’occupazione israeliana di parti del territorio libanese e i ripetuti attacchi d’Israele ostacolano la piena attuazione del piano di disarmo”.

Aoun ha aggiunto che lo stato è comunque determinato ad avere “il monopolio delle armi” e a “impedire che il territorio libanese sia usato per azioni ostili oltreconfine”.