Nel fine settimana in molte città degli Stati Uniti migliaia di persone sono scese in strada per protestare contro i raid dell’Immigration and customs enforcement agency (Ice) dopo l’omicidio di Renee Nicole Good. La donna, 37 anni, è stata uccisa il 7 gennaio a Minneapolis dall’agente Jonathan Ross dell’Ice, un corpo di polizia potenziato da Trump per arrestare e deportare gli immigrati irregolari.
A Minneapolis ci sono state proteste davanti agli alberghi che ospitano gli agenti dell’Ice, ma ci sono state proteste e cortei anche a New York, a Chicago e a Washington. Good era alla guida del suo suv, fermo in strada, quando è stata avvicinata dagli agenti dell’Ice. Ha interagito con gli agenti per qualche minuto ed è ripartita, ma Ross ha sparato tre colpi, uccidendola.
La scena è stata ripresa con i telefoni da molti passanti, dalla moglie di Good e dallo stesso agente che ha sparato. Il 6 gennaio il dipartimento per la sicurezza interna (Dhs) aveva annunciato “la più grande operazione di controllo dell’immigrazione mai condotta” nel paese, inviando duemila agenti nell’area metropolitana di Minneapolis-Saint Paul. Il Minnesota è da tempo nel mirino dell’amministrazione Trump, in particolare per la presenza di una grande comunità di immigrati, ma anche perché dallo stato provengono alcuni dei più strenui oppositori di Trump come la deputata democratica Ilhan Omar. Ne avevamo parlato qui.
Molly Coleman, consigliera comunale di Saint Paul, ha descritto il primo giorno dell’intervento dell’Ice, come “diverso da qualsiasi altro giorno che abbiamo vissuto”. Un testimone oculare della sparatoria ha dichiarato: “Le persone nel nostro quartiere sono state terrorizzate dall’Ice per sei settimane”. Dal settembre del 2025 gli agenti dell’Ice hanno aperto il fuoco nove volte sulle persone e ne hanno ucciso quattro durante i raid.
Chi era Renee Nicole Good
Originaria di Colorado Springs, in Colorado, Renee Nicole Good era una scrittrice e una poeta, aveva vinto un premio letterario nel 2020. Era sposata con Becca Good, presente al momento dell’omicidio. Le due si erano trasferite a Minneapolis, in Minnesota, da qualche anno. Entrambe stavano partecipando a un’operazione di monitoraggio organizzata dai cittadini per controllare l’operato dell’Ice, quando Renee Nicole Good è stata uccisa.
Erano attive come volontarie in una rete di “pattuglie di quartiere” composta da centinaia di attivisti locali per tracciare, monitorare e registrare le operazioni dell’Ice a Minneapolis. Lo ha confermato Michelle Gross, presidente dell’associazione Community united against police brutality con sede in Minnesota e assistente legale della National lawyers guild.
Gross ha dichiarato alla Reuters di essere a conoscenza della partecipazione di Good alle operazioni di monitoraggio delle attività dell’Ice, che “era quello che stava facendo” la donna quando è stata colpita dall’agente. Becca Good, la moglie di Renee, ha affermato che il giorno della sparatoria si erano fermate “per aiutare i vicini. Noi avevamo i fischietti. Loro avevano le pistole”.
L’Ice è stata creata nel 2002, dopo gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001. Tra le decisioni prese in quel momento ci fu quella di istituire il dipartimento per la sicurezza interna (Dhs). I suoi poteri sono diversi da quelli della polizia comune negli Stati Uniti. I suoi agenti hanno il potere di fermare, trattenere in custodia e arrestare persone sospettate di trovarsi illegalmente negli Stati Uniti.
Possono trattenere cittadini statunitensi in circostanze limitate, per esempio se una persona interferisce con un arresto, aggredisce un agente o se l’Ice sospetta che sia una persona che si trova illegalmente negli Stati Uniti. Tuttavia secondo il sito investigativo ProPublica, nei primi nove mesi della presidenza Trump, ci sono stati più di 170 episodi in cui gli agenti federali hanno trattenuto cittadini statunitensi contro la loro volontà.
Questi casi includevano statunitensi sospettati di essere immigrati irregolari. Secondo la costituzione degli Stati Uniti, le forze dell’ordine “possono usare la forza solo se la persona rappresenta un grave pericolo per sé o per altre persone, o se ha commesso un reato violento”. Ma la corte suprema degli Stati Uniti è spesso stata clemente con gli agenti che aprono il fuoco o compiono abusi mentre sono in servizio.
Una nota del Dhs del 2023 afferma che gli agenti “possono usare la forza quando necessario” cioè quando hanno “la ragionevole convinzione che la persona sottoposta a tale forza rappresenti una minaccia imminente di morte o gravi lesioni personali” per se stessi o per qualcun altro. In genere, l’Ice dovrebbe operare all’interno degli Stati Uniti, con personale all’estero. La sua agenzia gemella, la U.S. customs and border protection, invece pattuglia i confini statunitensi.
Ma il ruolo dell’Ice si è ampliato e rafforzato nell’epoca di Trump, perché l’amministrazione ha richiamato agenti da diverse agenzie federali di polizia per arruolarli in attività di controllo sull’immigrazione. Gli agenti della polizia di frontiera operano sempre più spesso all’interno degli Stati Uniti, partecipando a raid con l’Ice. L’Ice e altre agenzie hanno inviato centinaia di agenti in città come Los Angeles, Chicago e Minneapolis.
La più grande deportazione
Il governo degli Stati Uniti ha dichiarato di aver espulso 605mila persone tra il 20 gennaio e il 10 dicembre 2025. Ha inoltre affermato che 1,9 milioni di immigrati si sono “autoespulsi volontariamente”, a seguito di un’aggressiva campagna che incoraggia le persone a lasciare il paese per evitare arresti o detenzione.Un immigrato che è fermato dall’Ice può essere trattenuto temporaneamente, poi rilasciato.
Oppure è trasferito in un centro di detenzione. Molti immigrati presentano ricorsi mentre sono nei centri, ma se non li vincono sono espulsi. Circa 65mila persone erano detenute dall’Ice il 30 novembre 2025, secondo i dati del progetto sull’immigrazione del Transactional records access Clearinghouse. A volte possono volerci giorni prima che le famiglie o gli avvocati scoprano dove si trova una persona fermata e messa in un centro di detenzione.
Nell’ultimo anno in molte città e quartieri del paese i cittadini hanno organizzato delle azioni di autodifesa contro gli agenti. È comune che i cittadini filmino gli agenti dell’Ice durante gli arresti. A volte si improvvisano proteste contro le azioni della polizia. Il caso di Renee Nicole Good non è il primo di questo tipo: ci sono stati due eposodi a Los Angeles nell’ottobre 2025 in cui gli agenti hanno sparato a persone che erano in auto, secondo quanto riportato dal Los Angeles Times. Il Dhs ha affermato in entrambi i casi che gli automobilisti avevano minacciato gli agenti con i loro veicoli. C’è stato un altro caso a Chicago, di cui ha parlato il sindaco della città Brandon Johnson.
Gli agenti dell’Ice sono stati spesso criticati per aver agito a volto coperto durante le loro operazioni, rendendosi irriconoscibili e quindi non imputabili in caso di abusi. I funzionari del dipartimento della sicurezza hanno difeso questa pratica, affermando che protegge gli agenti dalle molestie e da attacchi online. Secondo il Pew research center, la maggior parte degli statunitensi è favorevole alle deportazioni di Trump, ma è preoccupato dei suoi metodi. Il 53 per cento degli statunitensi ritiene che il presidente stia esagerando. Mentre il 36 per cento approva l’uso della forza.
Questo articolo è tratto dalla newsletter Frontiere.
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