Questo articolo è uscito sul numero 74 (novembre 2025) di Internazionale Kids, il mensile di Internazionale per lettrici e lettori dai 7 ai 13 anni. Fa parte della rubrica Come si diventa, che ogni mese racconta un mestiere diverso.
Barbara Zardin è un’ingegnera meccanica e insegna all’università di Modena e Reggio Emilia (intervista raccolta dalla redazione).
Da bambina non sognavo di diventare ingegnera, non sapevo nemmeno cosa volesse dire. Però ricordo che mi piaceva giocare con i Lego e un gioco fatto di pezzi metallici, viti, dadi e bulloni. In realtà erano di mio fratello, perché all’epoca si pensava che certi giochi fossero “da maschi” e altri “da femmine”. Un’idea che purtroppo esiste ancora, anche se oggi molte persone sanno che non è così.
Ricordo bene quando mio padre mi portò alla fiera internazionale delle macchine utensili: la cosa che mi colpì di più furono delle piccole finestre nei macchinari che mostravano come funzionavano all’interno.
Oggi sono un’ingegnera meccanica e mi occupo di simulazione e sperimentazione di componenti e sistemi oleodinamici. L’oleodinamica studia come trasmettere energia attraverso fluidi in pressione, come l’olio idraulico. Ci sono ancora poche ragazze che scelgono ingegneria e invece è fondamentale che ci siano persone di ogni genere, età e provenienza culturale. Punti di vista diversi portano a soluzioni più creative.
Il consiglio che darei a ragazze e ragazzi è di sperimentare: esistono tutorial online che permettono di costruire un braccio robotico o un montacarichi con materiali semplici o riciclati. È meno complicato di quanto sembri ed è molto divertente!
La rubrica di Internazionale Kids che ogni mese racconta un mestiere diverso.
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