Una vittoria di misura di un candidato riformista dei democratici in Wisconsin, una vittoria della candidata progressista in Minnesota e il peso ancora determinante del sostegno di Donald Trump per i candidati repubblicani. Sono alcune delle indicazioni emerse dalle primarie che si sono svolte l’11 agosto in Wisconsin, Minnesota, Carolina del Sud, Connecticut e Vermont in una delle ultime occasioni elettorali prima delle elezioni di metà mandato di novembre negli Stati Uniti.
Le primarie democratiche in Wisconsin, Minnesota e Connecticut hanno indicato che la base del partito desidera nuovi leader con una linea più dura contro la politica migratoria del presidente Trump, candidati più giovani e progressisti.
Sul fronte repubblicano, il peso del sostegno di Trump ai candidati è ancora importante, nonostante l’indice di gradimento del presidente sia al minimo storico dall’inizio del suo secondo mandato.
L’immigrazione come spartiacque
La corsa al senato per i democratici in Minnesota era considerata una cartina di tornasole per stabilire se il partito avesse la forza necessaria per opporsi alle politiche migratorie del presidente Trump, che proprio in Minnesota negli ultimi mesi ha espulso centinaia di persone e ha mandato nello stato, storicamente guidato dai democratici, migliaia di agenti dell’Ice per attuare l’operazione Metro surge, che ha scatenato manifestazioni di protesta in sostegno degli immigrati e in cui sono state uccise due persone.
Con la vittoria della vicegovernatrice Peggy Flanagan contro la deputata Angie Craig la base elettorale democratica ha mandato un messaggio chiaro: vuole che i suoi leader si oppongano all’Ice e all’operazione su larga scala lanciata dal dipartimento della sicurezza interna degli Stati Uniti nel dicembre 2025, che ha avuto un forte impatto sulle città gemelle di Minneapolis-Saint Paul e ha influenzato in modo determinante la vita politica dell’ultimo anno.
“Le conseguenze della repressione hanno penalizzato Craig, che, da deputata, aveva votato a favore del Laken Riley act, una legge federale del 2025 che prevede la detenzione per gli immigrati senza documenti accusati di reati locali. A marzo, Craig ha dichiarato di essersi pentita del suo voto sulla legge, ma questa questione ha condizionato la sua campagna elettorale”, spiega il Guardian.
Gli elettori non hanno creduto al suo pentimento e non glielo hanno perdonato. Alle elezioni di novembre, Flanagan si scontrerà con l’ex commentatrice sportiva repubblicana Michele Tafoya, che dal canto suo ha vinto le primarie repubblicane contro Adam Schwarze, un veterano della marina, e l’ex giocatore dell’Nba Royce White. Se dovesse vincere le elezioni di novembre, Flanagan diventerebbe la prima nativa americana a entrare nel senato degli Stati Uniti.
L’ascesa dei progressisti
Il Minnesota e il Wisconsin erano sotto osservazione sul fronte democratico, perché hanno messo alla prova la forza dei candidati progressisti rispetto a leader più riformisti e moderati.
Nelle primarie democratiche per il senato in Minnesota si scontravano la progressista Flanagan e la centrista Craig, mentre nelle primarie democratiche per la carica di governatore in Wisconsin si sono affrontati la socialista democratica Francesca Hong e il moderato David Crowley, presidente della contea di Milwaukee.
In Minnesota, pur non definendosi una socialista democratica, Flanagan ha ottenuto l’appoggio dei senatori progressisti Bernie Sanders ed Elizabeth Warren ed è diventata l’ultima di una serie di democratici più a sinistra a vincere le primarie. I progressisti hanno ottenuto una vittoria anche la scorsa settimana in un altro stato del Midwest, il Michigan, dove l’epidemiologo Abdul El Sayed ha conquistato la candidatura democratica al senato.
Nel caso del Wisconsin, dopo una serrata competizione che dava per favorita Hong ha vinto a sorpresa Crowley. L’energica campagna elettorale di Hong, partita dal basso, è stata alimentata dai progressisti attratti dal suo background insolito e dalle sue posizioni politiche di sinistra. Hong infatti sostiene l’assistenza sanitaria universale (Medicare for all) e i servizi di assistenza all’infanzia per tutti, e ha chiesto una moratoria sui data center, una questione che avrà molto peso alle elezioni di medio termine.
Crowley aveva abbandonato la sua campagna elettorale a luglio, salvo poi rientrare nella corsa pochi giorni dopo, questa volta con l’appoggio del governatore uscente Tony Evers. Il ripensamento rappresentava un ultimo tentativo di convogliare la popolarità del governatore uscente verso un candidato più moderato.
Dopo mesi di una campagna elettorale che aveva faticato a decollare, il ritorno di Crowley ha attirato molti finanziamenti superando quelli raccolti da Hong.
Non c’è dubbio, però, che la corsa di Hong sia stata di gran lunga il test elettorale più importante, soprattutto per i socialisti, dato che si trattava di una competizione a livello statale nel Midwest e che, a differenza del vincitore El Sayed in Michigan, Hong si definisce effettivamente “socialista”. Ma Politico fa notare che neppure gli esponenti più noti dei socialisti democratici come Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez hanno appoggiato pubblicamente la candidata, vedendone le debolezze.
“Cosa spiega una sconfitta così amara, seppur di misura, appena una settimana dopo che la sinistra era in ascesa in uno stato vicino? È stata una questione dei soldi? Se il Michigan ha dimostrato che si può vincere contro il denaro, il Wisconsin ci ricorda che spesso è ancora il denaro a prevalere. Le forze a favore di Hong sono state nettamente surclassate in termini di spese pubblicitarie: meno di mezzo milione di dollari sono stati spesi contro i quattro milioni di dollari spesi dai sostenitori di Crowley. Settimane prima delle elezioni, il 45 per cento degli elettori era indeciso, e ci sono numerosi elementi che indicano come siano stati influenzati da messaggi che mettevano in dubbio la capacità di Hong di attrarre un elettorato più ampio”, spiega Jacobin.
Anche il Guardian la pensa allo stesso modo: “La posta in gioco così alta ha avuto risonanza tra gli elettori in uno stato in cui le elezioni si decidono spesso per pochi decimali. Hong era vista come una scommessa e non ha certo aiutato il fatto che, quando alcuni elettori hanno cominciato a interessarsi a lei, si sono imbattuti in titoli di giornale incentrati su vecchi tweet della candidata che chiedeva la cancellazione del Giorno del ringraziamento considerata una festività coloniale o i tagli ai fondi per la polizia”.
“Sebbene non si debbano trarre conclusioni affrettate dai risultati di una singola elezione, la sconfitta di Hong non rappresenta una battuta di arresto del movimento progressista, bensì un segnale che una socialista democratica può competere seriamente, persino in uno stato chiave del Midwest”, afferma il Guardian. Negli anni passati, avrebbe al massimo potuto arrivare al terzo o al quarto posto, invece in questo caso ha sfidato fino all’ultimo momento il vincitore.
La questione generazionale
In Connecticut, il deputato democratico John Larson, 78 anni, ha ammesso la sconfitta lasciando il posto a Luke Bronin, 47 anni, ex sindaco di Hartford ed ex ufficiale dell’intelligence della marina, alle primarie democratiche per il primo distretto congressuale.
Bronin ha ricevuto l’appoggio del partito e la sua vittoria è un ulteriore segnale che gli elettori democratici chiedono un ricambio generazionale nel partito e vogliono voltare pagina rispetto ai politici di lunga data.
“Già all’inizio di quest’anno, Npr ha riportato che, secondo un rapporto della piattaforma di raccolta fondi democratica Oath, in questo ciclo elettorale più di 80 candidati della generazione Z e millennials si presenteranno alle elezioni per sfidare o succedere ai deputati democratici di età superiore a 65 anni. Si tratta di un aumento considerevole rispetto ai 24 candidati democratici under 50 che si sono candidati contro i deputati uscenti più anziani nella tornata elettorale precedente”, scrive Npr.
Nonostante un numero record di parlamentari abbia annunciato l’intenzione di lasciare il congresso dopo quest’anno, tra cui figure di spicco come Nancy Pelosi, democratica della California, molti deputati democratici non hanno lasciato il passo a una nuova generazione.
La popolarità di Trump
I candidati appoggiati da Trump alle primarie repubblicane per il senato in Carolina del Sud e nella corsa per la carica di governatore del Wisconsin hanno ottenuto buoni risultati, a dimostrazione che, nonostante il suo indice di gradimento sia il più basso dall’inizio del secondo mandato, gli elettori continuano ad ascoltarlo. Il candidato scelto da Trump per la carica di governatore del Minnesota, invece, non ce l’ha fatta.
In Carolina del Sud, la senatrice Darline Graham, sostenuta da Trump, andrà al ballottaggio delle primarie repubblicane per il senato degli Stati Uniti, nonostante la forte concorrenza di diversi esponenti di spicco del partito repubblicano.
Graham affronterà ora il deputato Ralph Norman il 25 agosto. Norman è membro dell’House freedom caucus e ha ricevuto l’appoggio dei senatori repubblicani Mike Lee dello Utah e Rick Scott della Florida.
Poco dopo la sua nomina a luglio a ricoprire il seggio del defunto fratello Lindsey Graham, Darline Graham ha annunciato la sua candidatura al senato su incoraggiamento del presidente per il seggio lasciato dal fratello. Durante la campagna, Trump ha tenuto un comizio telefonico in suo favore dicendo: “Ci aiuterà a realizzare la nostra missione di rendere di nuovo grande l’America”.
Graham ha partecipato a delle primarie affollate con dieci candidati tra cui politici esperti ed è arrivata prima con circa un terzo dei voti dei repubblicani e ora può giocarsela al ballottaggio.
Nel Wisconsin, uno stato chiave per le elezioni, il deputato repubblicano Tom Tiffany ha ottenuto una vittoria schiacciante alle primarie. Ha ottenuto il sostegno di Trump e quello unanime dei repubblicani.
Anche Rhett Marques, un rappresentante statale dell’Alabama sostenuto da Trump, si è aggiudicato la candidatura repubblicana per il distretto congressuale che si estende dalla contea di Mobile fino al confine con la Georgia.
In Minnesota, invece, Trump aveva appoggiato Mike Lindell, un suo fedele alleato e fondatore di MyPillow, azienda di cuscini e accessori per la biancheria da letto, per le primarie repubblicane a governatore, ma Lindell ha perso contro Lisa Demuth, presidente della camera dei rappresentanti del Minnesota. Lindell ha scontato le accuse di avere abusato fisicamente di una sua ex compagna.
Demuth, 59 anni, si è presentata come la candidata repubblicana con le migliori possibilità di vittoria in autunno, anche se il partito repubblicano non vince le elezioni per il governatore in Minnesota da vent’anni.
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