Dall’8 al 10 maggio 2026, durante il festival di Internazionale Kids a Reggio Emilia, le classi 1D e 1E della scuola secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo don Pasquino Borghi hanno percorso piazza Martiri del 7 luglio con in mano un questionario sull’acqua. In due giorni hanno raccolto più di ottocento risposte, intervistando bambine e bambini, genitori e passanti.

Alunne della scuola Don Borghi intervistano il sindaco di Reggio Emilia, Marco Massari (Francesca Leonardi)

Il questionario, molto simile a quelli che ogni mese lettrici e lettori trovano su Internazionale Kids, era stato creato dalle alunne e dagli alunni ed era dedicato all’acqua. “Da dove arriva l’acqua del tuo rubinetto?”, “Quale acqua bevi più spesso?”, “Se un giorno l’acqua sparisse, cosa ti mancherebbe di più?” erano alcune delle domande rivolte al pubblico del festival.

Le domande erano state preparate dalle due classi durante i laboratori organizzati a scuola dalla redazione di Internazionale Kids insieme alle esperte e agli esperti di Eduiren, il settore educativo del gruppo Iren, e a Officina Educativa. Ragazze e ragazzi hanno raccolto informazioni, confrontato punti di vista e formulato domande su un tema che può sembrare scontato, ma non lo è affatto.

Una delle scoperte che li ha colpiti di più riguarda l’acqua virtuale: quella che non vediamo, ma che serve a produrre quasi tutto quello che consumiamo. Per ottenere un chilo di carne bovina servono in media 15mila litri d’acqua; per un paio di jeans circa 8mila. Anche guardare un film o una serie tv in streaming ha un costo idrico: i server che trasmettono i dati devono essere raffreddati in continuazione e per farlo consumano grandi quantità d’acqua.

I risultati del questionario confermano che sull’acqua sappiamo meno di quanto crediamo. Il 38 per cento delle persone intervistate non sa da dove arriva l’acqua del proprio rubinetto e l’84 per cento non conosce il concetto di acqua virtuale. In compenso, quasi due persone su tre pensano che l’acqua potabile sulla Terra sia pochissima, e hanno ragione. Solo il 3 per cento dell’acqua del pianeta è dolce e la maggior parte è intrappolata nei ghiacciai. Meno dell’1 per cento è disponibile per bere. Quanto alle abitudini, quasi la metà delle persone intervistate beve acqua del rubinetto, ma più di un quarto compra ancora bottiglie di plastica.

Ecco tutti i risultati. I numeri indicano la percentuale delle risposte.

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