“Se c’è una lezione che l’Italia può dare all’Europa nel modo di affrontare il nuovo coronavirus”, scrive Matthias Rüb sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung, “è che il messaggio tranquillizzante che è passato all’inizio di questa crisi, ‘non è peggio di un’ondata d’influenza stagionale’, ora si paga con misure sempre più drastiche. In un mondo globalizzato le nuove epidemie non possono essere separate dal panico che provocano. Lo dimostra il crollo dei mercati azionari del 10 marzo”. Il quotidiano tedesco fa notare che “anche se tutti continuano a ripetere che il virus non si ferma a nessuna frontiera, non esiste ancora una strategia comune tra le nazioni confinanti e neanche una strategia europea”.
Il bene comune
Secondo la Frankfurter Allgemeine Zeitung, la gestione trasparente dell’epidemia del governo di Roma dimostra che una democrazia come l’Italia non può nascondersi come la Cina. “Il decreto entrato in vigore il 10 marzo, in cui si stabilisce che tutto il paese è una zona protetta, è più una misura educativa che una misura obbligatoria. Il provvedimento combina restrizioni comprensibili con un appello rivolto a tutti perché si assumano la responsabilità del bene comune: rimanere a casa il più possibile, fino alla scomparsa dell’epidemia”. Il quotidiano tedesco conclude affermando che “vista dall’esterno, l’ultima mossa del governo italiano può sembrare estrema. Ma l’Italia è stata anche colpita dall’epidemia prima e più gravemente di qualsiasi altro paese in Europa. Tutto fa pensare che molto presto altri paesi europei seguiranno il suo esempio”. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1349 di Internazionale, a pagina 16. Compra questo numero | Abbonati