Petra Mathers è una nota autrice di libri per bambini, mentre il marito Michael è un fotografo. Nel febbraio del 2024, pur non essendo malati, decidono di togliersi la vita insieme. Pochi giorni dopo la scoperta dei loro corpi, amici e collaboratori cominciano a ricevere lettere di addio scritte dai due artisti nelle settimane precedenti, nelle quali ricordano a ognuno i momenti migliori che hanno vissuto insieme. Nella terza stagione di Death of an artist i due autori Leon e Alice partono dalla lettura di un libro di Petra Mathers alla loro figlia Tess per ricostruire la viva e complessa rete di relazioni nata intorno alla coppia poi travolta da un inaspettato doppio suicidio. Come nel film Rashomon di Akira Kurosawa, la morte di Petra e Michael è raccontata di puntata in puntata dalle lettere inviate e dalle persone che le hanno ricevute, senza dare una spiegazione a un gesto che non ce l’ha, ma ricostruendo, frammento dopo frammento, un paesaggio emotivo profondo, conflittuale, umano, che tocca i punti più estremi del senso della vita e della morte. Questa serie è impossibile da pensare in una forma diversa dall’audio, in quanto gli elementi fondamentali del linguaggio – le voci, i suoni e le musiche – senza interventi narrativi riescono a raggiungere una profondità emotiva che rende l’ascolto un’esperienza unica.

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Questo articolo è uscito sul numero 1685 di Internazionale, a pagina 92. Compra questo numero | Abbonati