Ice è l’acronimo di Immigration and customs enforcement, un corpo di polizia federale statunitense nato dopo gli attentati dell’11 settembre e dipendente dal dipartimento per la sicurezza nazionale. L’Ice è nato con l’obiettivo di occuparsi di situazioni d’irregolarità burocratica rispetto alla cittadinanza e all’immigrazione. È stato usato con disinvoltura da tutte le amministrazioni statunitensi, ma l’attuale presidente Donald Trump lo sta trasformando in un corpo di polizia personale per militarizzare i territori governati dai suoi avversari politici. A luglio un decreto ha aumentato del 400 per cento i finanziamenti all’Ice, rendendolo al momento la forza di polizia più potente degli Stati Uniti. Gli agenti hanno cominciato a fare controlli a tappeto su chiunque sembrasse “non americano”, creando un clima di terrore in tutto il paese. La terza stagione di Autocracy in America dell’Atlantic racconta il cambiamento dell’Ice nell’ultimo anno ed è uscita proprio nel giorno in cui a Minneapolis un agente ha ucciso una cittadina statunitense che stava protestando pacificamente nel suo quartiere. Per conoscere meglio le origini e il funzionamento dell’Ice si può ascoltare anche l’episodio Inside the power of Ice del podcast The takeaway, che già nel 2018 anticipava gli abusi di potere e l’impunità totale di cui avrebbero goduto in seguito gli agenti.

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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati