A dicembre lo spettacolo di Don e Johnny è arrivato a Washington. Dopo varie esibizioni alla Casa Bianca, e alcune tappe del tour in Egitto, Qatar e Arabia Saudita, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e quello della Fifa Gianni Infantino – “Johnny” come lo chiama Trump – hanno condotto il sorteggio per la fase a gironi dei mondiali di calcio maschili del 2026 al John F. Kennedy center for the performing arts, dove Johnny ha assegnato al suo amico il “premio Fifa per la pace”, inventato per l’occasione. È stata un’inaugurazione appropriata per quello che si preannuncia come il peggior mondiale di sempre, in termini calcistici, ambientali e politici.

Negli ultimi mesi i tifosi hanno celebrato la storica qualificazione di Capo Verde, Haiti e Curaçao, la “nazione più piccola di sempre” a entrare nel torneo (ma tecnicamente non sono uno stato indipendente). Tuttavia, il motivo di queste “favole alla Cenerentola” risiede nel fatto che la Fifa ha aumentato del 50 per cento il numero di partecipanti al torneo, da 32 nel 2022 a 48 in questa edizione. Eppure, anche quando avevano meno paesi, i mondiali si sono sempre svolti in gironi con troppe partite non competitive, che si concludevano con risultati schiaccianti come 10-1 o 7-0. La fase a gironi del 2026 sarà ancora più noiosa del solito.

Donald Trump sembra determinato a trasformare il torneo dell’estate 2026, organizzato congiuntamente con Canada e Messico, in una “coppa del mondo Maga”

E non ne risentirà negativamente solo il gioco, perché sarà di gran lunga la peggiore edizione in termini di costi ambientali. La Fifa e Infantino si vantano delle loro iniziative di sostenibilità. Sul sito dell’organizzazione si legge: “La Fifa prende sul serio le proprie responsabilità sociali e s’impegna a favorire lo sviluppo sostenibile, in particolare per quanto riguarda gli aspetti legati al clima e i diritti umani”. È ambientalismo di facciata, e nient’altro.

In questi mondiali ci saranno quaranta partite in più, un aumento di quasi due terzi rispetto al Qatar nel 2022. E il territorio in cui si giocheranno sarà il più vasto di sempre. Mentre nel 2022 la distanza maggiore tra due stadi era stata di soli 55 chilometri, nel 2026 sarà di 4.500 chilometri. Secondo una stima la distanza minima che le squadre e i tifosi dovranno percorrere nella fase a gironi è di 1.868 chilometri. La distanza maggiore, nel girone J, sarà di ben 10.338 chilometri. A peggiorare le cose, le varie città che ospiteranno le partite non sono servite da collegamenti ferroviari (o ne hanno pochi) e questo significa che tutti dovranno viaggiare in aereo per raggiungerle. Sarà anche quasi sicuramente il mondiale più costoso di sempre. In molti si sono lamentati del sistema di vendita e dei prezzi dei biglietti. Eppure la Fifa dice di averne venduti già più di un milione. In realtà, sembra che molti tagliandi siano stati acquistati per la rivendita sul mercato secondario (promossa dalla stessa Fifa), mentre un biglietto per una semifinale può arrivare a quasi un milione di dollari.

Infine, questi saranno i mondiali più politicizzati della storia. Questi campionati di calcio in passato sono stati usati da personaggi disgustosi, tra cui la giunta militare argentina (1978), il dittatore russo Vladimir Putin (2018) e l’autoritaria famiglia reale del Qatar (2022) per rivendere il proprio paese presentandosi con una falsa immagine di “modernità” e “normalità”.

Stavolta, invece, Trump sembra determinato a trasformare il torneo, organizzato congiuntamente con Canada e Messico, in una “coppa del mondo Maga”. Mettendosi a capo della task force della manifestazione il presidente ha chiarito che il trofeo si svolgerà secondo le sue regole. La sua amministrazione ha avvertito i tifosi di non prolungare la propria permanenza oltre la scadenza del visto. Più di recente, mentre gli haitiani ancora festeggiavano la qualificazione del loro paese, la Casa Bianca ha dichiarato che non saranno i benvenuti.

Quando gli è stato chiesto se i tifosi potranno partecipare a proteste per la Palestina, Trump ha risposto: “Penso che le persone possano protestare. Dovete farlo in maniera ragionevole, non necessariamente amichevole, ma ragionevole. Altrimenti, la procuratrice generale Pam Bondi verrà a cercarvi e avrete un grosso problema”. E c’è da aspettarsi che la polizia di frontiera e l’Ice si daranno da fare per terrorizzare le persone (non bianche) dentro e fuori gli stadi.

Ma Trump userà i mondiali anche per ragioni di politica interna, ancora una volta con il sostegno della Fifa. In una conferenza stampa ha dichiarato che potrà escludere alcune località ospitanti (naturalmente, città e stati governati dai democratici) spostando altrove le partite.

Nonostante tutto questo, e in netto contrasto con quanto accaduto alla vigilia dei mondiali del Qatar del 2022, dominati dagli appelli al boicottaggio con l’hashtag #BoycottQatar, finora non si sono levate voci a invocare #boycottUsa2026. Forse è arrivato il momento di avviare questo dibattito. ◆ fdl

Questo articolo è uscito sul quotidiano svedese Aftonbladet.

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Questo articolo è uscito sul numero 1648 di Internazionale, a pagina 40. Compra questo numero | Abbonati