La radicale disfunzione del nostro mondo è al centro di Fame, l’audace romanzo di Choi Jin-young, diventato un libro di culto in Corea del Sud. Dam trova il corpo senza vita del suo compagno Gu sulla strada e, invece di consegnarlo alle autorità, decide di mangiarlo. Il romanzo torna poi indietro. Dam e Gu sono cresciuti insieme e si amano fin da prima dell’adolescenza, uniti da un’intimità che rende quasi superflue le parole. Tanto più che nella società in cui vivono comunicare sembra impossibile: il senso di responsabilità e la paura di essere un peso per gli altri li spingono continuamente a reprimere sentimenti e lacrime. Su entrambi grava soprattutto il dovere di produrre. Debiti, sacrifici familiari e necessità di guadagnare trasformano progressivamente i loro corpi in strumenti di lavoro: il valore di una persona finisce per coincidere con quanto riesce a produrre e restituire. Choi costruisce così un’elegia tragica per una generazione cresciuta in una società ferocemente capitalista. Al centro di questo romanzo doloroso rimane la solidarietà tra due persone che rifiutano il mondo costruito intorno a loro.
Leah Rachel von Essen, **
**Chicago Review of Books

Internazionale pubblica ogni settimana una pagina di lettere. Ci piacerebbe sapere cosa pensi di questo articolo. Scrivici a: posta@internazionale.it

Questo articolo è uscito sul numero 1686 di Internazionale, a pagina 82. Compra questo numero | Abbonati