“Gli huthi non sono più solo una minaccia interna allo Yemen”, scrive il settimanale Al Majalla, di proprietà saudita, “ma potrebbero diventare l’Hezbollah del mar Rosso”. Così come ha usato la milizia libanese per espandere la sua influenza nel Levante, secondo Al Majalla, ora l’Iran usa il gruppo yemenita per controllare le rotte marittime fondamentali per il commercio del petrolio e del gas. Dopo aver lanciato un’offensiva all’inizio di settembre e aver preso il controllo delle regioni costiere dello stretto strategico di Bab el Mandeb, gli huthi cercano di consolidare le loro posizioni, attaccate dalle forze governative che hanno il sostegno dell’Arabia Saudita. I combattimenti, che hanno provocato centinaia di morti da entrambe le parti, si concentrano nelle regioni di Taiz e Lahij, con gli huthi che cercano di isolare Taiz, la terza città più popolosa del paese, tagliando la via principale che la collega ad Aden, dove ha sede il governo riconosciuto dalla comunità internazionale. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha avvertito che il sistema sanitario yemenita è vicino al collasso a causa delle ostilità. ◆
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Questo articolo è uscito sul numero 1685 di Internazionale, a pagina 26. Compra questo numero | Abbonati