Cuore di mandorla è il soprannome che gli amici di Barbès hanno dato a Nestor. Da anni vive nel diciottesimo arrondissement di Parigi insieme a sua nonna. Questa anziana donna è tutto il suo universo, la sua ancora di salvezza, l’angelo custode che ha sempre vegliato su di lui. Perché Nestor è affetto da una forma di nanismo. Ma ora la nonna sta perdendo la memoria e la ragione: l’alzheimer incombe. Nonostante la solidarietà del quartiere, Nestor rifiuta le mani che gli vengono tese e gli aiuti che gli vengono offerti: ha sempre dovuto fare più degli altri per restare a galla, per sentirsi degno e legittimato. Basteranno un incontro e un esilio, il contatto con l’alterità, perché rimetta in discussione il proprio percorso. Quando l’orizzonte sembra chiuso, quel che conta è fare gli incontri giusti. Yasmina Khadra (pseudonimo dello scrittore algerino Mohammed Moulessehoul) firma un romanzo luminoso e solare, sostenuto da personaggi secondari pieni di colore e da un protagonista irresistibilmente coinvolgente.
Roméo Van Mastrigt, **
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Questo articolo è uscito sul numero 1684 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati