I romanzi epistolari un tempo andavano per la maggiore, dalla Clarissa di Richardson al divertimento truculento di Dracula. Oggi non se ne vedono molti, forse perché non è facile scriverli come si deve. Tutte le mattine di Sybil è un romanzo epistolare che è diventato un fenomeno editoriale, un best seller su entrambe le sponde dell’Atlantico. È facile capire perché: è in effetti una lettura immensamente piacevole. Tre volte alla settimana, Sybil Van Antwerp, 73 anni, si siede alla scrivania nella sua casa del Maryland per scrivere le sue lettere. La corrispondenza è stata, come dice lei stessa, “il pilastro della mia vita”. Tra i destinatari ci sono la sua migliore amica Rosalie, il fratello Felix, il giovane e infelice figlio di un ex collega e un destinatario senza nome al quale Sybil scrive lettere emotivamente molto più crude, che restano però non spedite e svolgono una funzione simile a quella delle pagine di diario spesso inserite nei vecchi romanzi epistolari. Un aspetto fondamentale è che, nonostante la sua forma chiusa, il romanzo non dà mai una sensazione di staticità. Il libro è anche un inno all’arte della corrispondenza. Quando l’ho finito, mi sono ritrovata a comporre mentalmente lettere per tutti i miei amici e conoscenti, che Dio li aiuti.
Rebecca Wait, The Guardian
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Questo articolo è uscito sul numero 1679 di Internazionale, a pagina 81. Compra questo numero | Abbonati