Affrontando una storia che ricorda il caso del serial killer belga Marc Dutroux, Fabrice Du Welz (anche lui belga) ha realizzato un thriller cupo e avvincente, mettendo a freno la sua indulgenza alla violenza e al formalismo. La storia è raccontata dal punto di vista di Paul Chartier, un giovane poliziotto di Charleroi, vittima di abusi durante l’infanzia, che indaga sulla misteriosa scomparsa di due ragazzine. Con un recidivo nel mirino, s’imbatte presto in gravi lacune del sistema. Convinto delle sue idee, diventa un cacciatore solitario, immergendosi in una ricerca ossessiva per smascherare il capo di una rete di pedofili. Il film è sorprendentemente realistico per come rappresenta la miseria sociale di Charleroi. In questo mondo freddo e fangoso, Chartier lotta come un arcangelo ribelle e masochista. Nei suoi panni Anthony Bajon offre un’interpretazione impressionante, confermando il suo raro talento.
Jacques Morice, Télérama
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Questo articolo è uscito sul numero 1679 di Internazionale, a pagina 78. Compra questo numero | Abbonati